(fed.fes.) - Nicola Boccalone, per anni numero uno dell'ospedale Rummo di Benevento, interviene sulla questione sanità nel Sannio, confermando che con il nuovo piano sanitario per le zone interne ci sarà una importante perdita di posti letto. Nero su bianco, ne andranno in fumo 184, pari ad un plesso ospedaliero di media grandezza. Così come è certo che la realizzazione del polo oncologico presso l'ospedale Sant'Alfonso Maria De' Liguori a Sant'Agata de' Goti, in provincia di Benevento, sarà a spese di posti letto dell'azienda ospedaliera Rummo: in pratica il governatore De Luca con una mano dà e con l'altra toglie. Complessivamente, soltanto il Sannio e l'Irpinia escono ridimensionati dal piano sanitario del 2018, mentre le altre province Napoli, Caserta e soprattutto Salerno (manco a farlo apposta ndr) vedono aumentare i propri posti letti.
Boccalone, senza girarci troppo attorno, lo chiarisce: la qualità della sanità offerta su un territorio è determinata dal posti letto. Ogni altra valutazione è solo contorno.
Anche la proposta della senatrice Sandra Lonardo, presentata al ministro della Salute, una sorta di deroga per mantenere sia in Irpinia sia nel Sannio i Dea di II livello, non è un vero passo in avanti: il piano del commissario Polimeni, già nel 2016, lo aveva già sancito.
Nella sua intervista, Boccalone chiarisce anche altri concetti importanti. Il piano De Luca è ancora in corso di approvazione, dovrà prima passare al vaglio di Ministero della Salute e del Ministero delle Finanze. C'è tutto il tempo per migliorarlo e riprendere, ad esempio, concetti già introdotti da Polimeni riguardo i due Dea di II livello.
La sanità, secondo l'ex manager del Rummo, non è un confronto soltanto numerico ma un servizio che deve garantire l'assistenza sui territori: se è vero che Sannio e Irpinia insieme costituiscono un bacino di utenza pari a 700mila abitanti, è indiscutibile che rappresentino una estensione territoriale molto più importante di Napoli e Caserta.
