Sanità. Mastella tuona contro procedura atto aziendale Rummo

"Approvato goffamente e senza sentire sindaco e comitato sindaci: pronto ad impugnare l'atto"

Benevento.  

“Ho segnalato, a più riprese, la nullità dell’Atto Aziendale prodotto dal Direttore Generale dell’ospedale di Benevento, in quanto è stato approvato goffamente senza averlo io mai visionato e senza il parere del consiglio dei sanitari". Così il sindaco di Benevento torna sulla questione sanità.

Il primo cittadino spiega come la procedura non abbia rispettato alcuni criteri. "Il sindaco di Benevento ed il comitato dei sindaci non sono stati sentiti, come previsto dal 11.1 del Dca n18 del 18/02/2013 che ne stabilisce i criteri. Tutto quanto sta avvenendo all'interno dell'ospedale, essendo l'Atto prodotto nullo, finisce per creare contenziosi incredibili. Ricordo, peraltro, che al sindaco, per legge, tocca la vigilanza generale sull'Azienda e sull'operato del Direttore Generale" rimarca Mastella. 

"Per queste ragioni, laddove si insistesse sulla mancata revoca dell’Atto e qualora si insistesse pervicacemente sulla mancanza di dialogo e ridefinizione di quanto, in maniera incongrua, è presente nella strategia dell’Atto Aziendale, confermo la mia volontà di impugnazione. Tenendo anche conto che il Tar Campania, in analoga circostanza e a seguito del ricorso prodotto dal sindaco di Caserta, annullò l’Atto predisposto dal Direttore dell’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Io - conclude il sindaco -, per conto e in nome dei cittadini di Benevento e della provincia, continuo, fin quando non la vinceremo, questa battaglia contro le ipocrisie e per la qualità della sanità che non può vedere la mia città e la nostra provincia fortemente penalizzate”.

Come si ricorderà in settimana la neo senatrice di Forza Italia Sandra Lonardo Mastella aveva lanciato l'allarme per la possibile chiusura anche del reparto di Endocrinologia ospedaliera. “Una cosa molto grave che non possiamo assolutamente tollerare e che mi sento di denunziare come cittadino, come istituzione ma, soprattutto, come paziente”, aveva rimarcato la Lonardo.