(fed.fes.) - Fu un miracolo gestito a più mani e reso possibile da congiunture che a riprodurle sarebbe impossibile. Claudia Cretti, giovane ciclista all'epoca 21enne, dovrà ringraziare per tutta la vita l'equipe che la operò dopo una rovinosa caduta nel corso della tappa sannita del Giro d'Italia femminile.
Per il Rummo l'exploit del salvataggio si trasformò in una vetrina nazionale e per una volta la sanità al sud non ebbe il ruolo di cenerentola. Di quella straordinaria esperienza, fatta di uomini incredibili e di capacità, il Rummo sta perdendo, uno dopo l'altro, le testimonianze migliori. Dopo l'abbandono di Giuseppe Catapano, primario di Neurochirurgia (nella foto in alto), l'uomo che ha avuto fisicamente fra le mani il cervello di Claudia, lascia Benevento anche Vincenzo Seneca, uno dei suoi due aiuti. A presidiare Neurochirurgia, per il momento, è rimasto soltanto il chirurgo Giuseppe Di Nuzzo e non si sa fino a quando.
La politica scellerata da parte del commissario-governatore De Luca, l'idea di creare un'azienda ospedaliera funzionale facendole incorporare debiti ed inefficienze senza bilanciare con investimenti veri e posti letto, sta portando alla fuga cui assistiamo in questi mesi.
Pizzuti, che pure gonfiava il petto alle telecamere per il grande risultato ottenuto grazie alle professionalità di Neurochirurgia e Neurorianimazione, da manager dell'Ao Rummo sta assistendo inerme all'impoverimento del presidio beneventano. Tace e guarda dall'altra parte, dando testimonianza di sé soltanto se c'è da firmare qualche nota proveniente da palazzo Santa Lucia.
Pizzuti ha perso Elio Franco, responsabile dell'unità complessa di Chirurgia vascolare, Bruno Daniele, primario del dipartimento di Oncologia, Gennaro Esposito, direttore di Neuroradiologia, senza batter ciglio. Così come nulla ha ribattuto rispetto alle pesantissime critiche mossegli da Cristiano Husher, chirurgo oncologo di fama, che prima di lasciare il Rummo ha parlato apertamente di ritardi ingiustificabili e scelte direttive molto opinabili.
Qualcuno fermi questa emorragia di professionalità.
