Blocco autorizzazioni negozi, organizzazioni chiedono incontro

Vicenda depuratore. Confcommercio, Cidec, Apis, Aicast e Fapi chiedono incontro urgente a Prefetto

Benevento.  

Un incontro urgente con Prefetto e sindaco per risolvere il blocco delle autorizzazioni al Suap per la vicenda degli scarichi fognari che sta provocando il blocco totale delle Scia presentate da chi vuole aprire o rilevare un'attività commerciale a Benevento. Tutto questo a causa della mancata costruzione del depuratore.

Sull'annosa vicenda, della quale ci siamo occupati alcuni giorni fa (LEGGI QUI), ora intervengono le associazioni vicine ai commercianti: Confcommercio, la Federazione provinciale autonoma Piccole imprese, Confederazione italiana Cidec, l'Aicast Imprese Italia ed Apis per chiedere l'immediato sblocco della situazione.

Lo fanno con una lettera inviata al Prefetto e al sindaco Mastella con la quale chiedono un incontro urgente per sbloccare decine di Scia presentate da commercianti che hanno aperto o che lo stanno facendo in queste settimane, o semplicemente che hanno rilevato un'esercizio commerciale già aperto.

“Le sottoscritte Organizzazioni imprenditoriali, con riferimento all’atteggiamento assunto dal SUAP del Comune di Benevento nei confronti degli imprenditori che, nonostante la persistente crisi economica in atto, trovano il coraggio di avviare una qualsiasi attività commerciale, di servizi, artigianale e comunque economica, chiedono l’urgente intervento governativo sul procedimento amministrativo riguardante lo scarico delle acque reflue prodotte dai medesimi nell’esercizio delle attività economiche.

Detto scarico è delineato dal D.Lgs. n.152/2006 che, in buona sostanza, ripropone quanto già previsto dal D.Lgs. n. 152/99 ovvero di assimilazione delle acque reflue “industriali” a quelle “reflue domestiche urbane”. Anche l’intervento della novella – scrivono le associazioni dei commercianti - del D.Lgs. n. 4/2008, tra l’altro, consolida il criterio della assimilazione della “provenienza”, proprio perché la caratteristica delle acque industriali è quella di essere scaricate da edifici od impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni 1. Il concetto di assimilabilità, pertanto, lungi dal trovare una sua definizione nella normativa vigente, rimane comunque una oggettiva alternativa ampiamente adottata: il D.Lgs. n. 152/2006, all’art. 101, c. 7, infatti, individua un elenco tassativo di casi in cui determinate tipologie di acque reflue sono assimilate ex lege alle domestiche lasciando alla lett. e) un ampio margine di autonomia alla potestà normativa regionale; anche la Regione Campania, di fatto, conferma il suesposto principio giuridico con il vigente Regolamento del 24/09/2013, n. 6 -Criteri di assimilazione alle acque reflue domestiche in BURC n. 52 del 30.09.2013 che, indicando le caratteristiche qualitative ritenute equivalenti alle domestiche, 1 Al riguardo si rammenta che secondo la Cass. III Pen., n. 21119 del 29 maggio 2007, ric. B. nella nozione di acque reflue industriali rientrano tutti i reflui derivanti da attività che non attengono strettamente al prevalente metabolismo umano ed alle attività domestiche, atteso che a tal fine rileva la sola diversità del refluo rispetto alle acque domestiche. Al riguardo dello scarico di “acque reflue industriali” la norma, come modificata dal D.Lgs. n. 4/2008, recita che tale scarico è caratterizzato da “qualsiasi tipo di acque reflue scaricate da edifici od impianti in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, diversi dalle acque reflue domestiche e dalle acque meteoriche di dilavamento …”