Solano (Samte) si è dimesso, crisi rifiuti dietro l'angolo

L'amministratore unico lascia in polemica con l'Ato e con i sindaci che non pagano

Benevento.  

Fabio Solano, amministratore unico della Samte, la partecipata dell'amministrazione provinciale per la gestione dei rifiuti, si è dimesso. O almeno ne ha annunciato la volontà. Solano rimette la delega in aperta polemica con le amministrazione comunali del Sannio che a decine risultano morose nei confronti della società. Si tratta di cifre da capogiro, diversi milioni di euro, che i sindaci o rifiutano di versare o non possono fronteggiare per la condizione disastrosa delle loro casse.

Appena una decina di giorni fa, il presidente della Provincia, Claudio Ricci, si era visto costretto a firmare, unitamente a Solano, i decreti ingiuntivi per tutti i sindaci (sono quelli che lo hanno eletto sullo scranno più alto della Rocca dei Rettori) che avevano debiti con la Samte. Una condizione di insolvibilità che ha messo in seria difficoltà il servizio offerto da Samte con pericolose ricadute sia per i dipendenti sia per la raccolta della frazione indifferenziata nei vari comuni.

Solano, inoltre, sconta l'inefficienza e l'inerzia che sio registra presso l'Ato rifiuti di Benevento, il cui presidente, Giovanna Tozzi, si è recentemente dimessa proprio perché finita sotto accusa. A monte l'incendio allo Stir di Casalduni e l'emergenza che ha portato alla luce la profonda mancanza di una politica minimamente accorta su tutta la gestione dei rifiuti nel Sannio.

La Samte è solo uno dei capitoli non affrontati dall'Ato Rifiuti. Il nodo dei debiti da pagare da parte dei comuni è lo specchio di una tanto feroce quanto irrisolta guerra di poltrone, di potere, per la gestione dei rifiuti. Manca una visione d'insieme, come pure è latitante una organizzazione che prescinda dai capricci politici di questo o quell'altro partito. L'Ato doveva mettere mano al sistema, avrebbe dovuto garantire tutti. Un  organismo che la riforma aveva disegnato terzo, ma che la gestione dei politici ha reso orbo, monco e di parte.