Samte, la Cgil lancia l'allarme: "Situazione drammatica"

Accuse durissime ai partiti e invito all'amministratore a ripensarci. Si teme per i 45 dipendenti

Benevento.  

Le rappresentanze sindacali interne e la segreteria della Funzione pubblica della Cgil intervengono sulle dimissioni dell’amministratore Unico della Samte, Fabio Solano.

Antonio Tizzani, Nicolino De Ciccio e Giannaserena Franzé avvertono tutti sui rischi insiti nell'acuirsi della crisi.

“La questione, a questo punto non solo ci preoccupa, ma diventa veramente drammatica”, scrivono i sindacalisti, “senza un punto di riferimento diventa impensabile qualsiasi strategia per by-passare questo momento di criticità. C’è bisogno ditempestività e competenze che riescano in tempi brevissimi a dirimere una complessa situazione su più fronti. Vanno prese delle decisioni, non solo per i 54 dipendenti e le loro famiglie, ma per il bene comune dell’intero territorio. Ci aspettavamo un atto di responsabilità da parte dei sindaci e dell’intera classe politica, speravamo che si andasse al di là degli interessi di parte e finalmente si decidesse per la comunità, con un vento nuovo, più intento a costruire che a demolire”.

Per la Cgil sannita “l’irresponsabilità istituzionale dimostrata fin qui aiuta solo ad alimentare l’antico gioco dell’eterna campagna elettorale. La fp cgil ritiene doveroso ribadire che l’ impianto stir di Casalduni è estremamente necessario per questo territorio; è di prioritaria importanza procedere al più presto a rimuovere il materiale combusto, fare le dovute indagini di staticità

per il capannone della recezione dei rifiuti e quelle ovviamente prescritte dalla magistratura. Immediatamente dopo, però, si dovranno avviare i lavori di ristrutturazione, il cui avvio, ricordiamo ancora una volta, era previsto per il 3 settembre scorso”.

“Ricordiamo a tutti che i lavori di ristrutturazione erano stati appaltati a seguito di regolare gara, dopo il finanziamento della regione Campania, resi opportuni per rendere l’impianto più efficiente e funzionale. Rivendichiamo il lavoro svolto dal sindacato confederale, circa due anni fa, nei confronti dell’Onorevole Bonavitacola, per ottenere questo finanziamento.

Oggi riteniamo un grave errore non ripristinare l’impianto di Casalduni; un danno che l’intera collettività, a breve avvertirà e non solo sull’aspetto economico, che di per sé è già rilevante, ma per l’efficienza del servizio stesso, e per lo stesso Ato, che perderebbe una porzione di attività; cruciale del ciclo integrato dei rifiuti. Riteniamo inoltre che, l'operatività dello stir, in quanto impianto pubblico, sia stato anche importante presidio di legalità, e garanzia di serietà del processo di lavorazione, in un settore seriamente infiltrato; questo gli conferisce un valore aggiunto.

Non ci stancheremo mai di sostenere che per una corretta gestione integrata dei rifiuti è importante programmare, pianificare e attuare il servizio con la presenza indispensabile di una rete efficiente ed efficace di impianti sul territorio e di una discarica di servizio”.

“Inoltre, onde evitare preoccupazioni e timori tra la popolazione, è opportuno attuare dei controlli accurati, da parte di commissioni composte da esperti e da comuni cittadini che, congiuntamente, possano verificare periodicamente i siti e gli impianti, a tutela dei cittadini e del territorio.

Riteniamo dunque possibile, un ritorno a breve, di una gestione regolare delle attività, auspicando che la politica riesca ad essere seria e credibile, e lasci il campo a tecnici esperti e motivati in grado di fare gli interessi di tutta la comunità in un settore delicato da gestire. Avvertiamo la responsabilità di dover chiedere all’Amministratore Unico della Samte di ripensarci e di tornare al timone prima che la nave affondi irrimediabilmente, nella consapevolezza che la problematica della gestione dei rifiuti non appartiene alla destra o alla sinistra, ma è tema di civiltà che investe l’intera comunità”.