(effeffe) - Antonio Campese, presidente Camera di Commercio di Benevento, non ci sta e lancia accuse precise contro il decreto di unificazione appena licenziato dalla Regione Campania.
“Un copia e incolla del decreto che De Luca ha predisposto su Napoli, ci sono refusi che fanno chiaramente riferimento al capoluogo di regione. Inoltre, ed è triste dirlo, riportano dati errati delle percentuali, errori nelle somme e, quel che più grave, non c'è stato alcun controllo”.
Campese, già membro del consiglio di UnionCamere della Campania, parla apertamente di brogli: “De Luca e la Regione dovranno necessariamente riformulare il decreto perché noi proporremo ricorso nelle sedi competenti. Siamo di fronte a dei veri e propri pirati dell'atto notorio. Ditemi voi se può mai esistere una associazione che non dispone neanche di un indirizzo, di una sede e che, incredibilmente, presenta migliaia di iscritti. Si tratta di realtà vere soltanto sulla carta. Vorrei ricordare che già nel 2004 e nel 2011 sono stato costretto a far ricorso per fare piazza pulita. Ora ci risiamo e questo non fa onore alla Regione e alla Camera di Commercio. Noi interverremo a favore della trasparenza e per tutelare le associazioni vere, serie ed operose effettivamente sul territorio”.
Sulla figura del presidente unico Campese si era speso per un passo indietro comune da parte sua e del presidente di Avellino Oreste La Stella. Ma le voci che circolano sulla nomina del primo presidente della Camera di Commercio della aree interne della Campania vanno in senso del tutto opposto.
“Noi siamo contrari a nome imposti dall'alto. Ad essere eletta dovrà essere una figura che sposi le linee programmatiche di Benevento ed Avellino per difenderne gli interessi. Penso alla Camera di Commercio votata al vino, all'agricoltura, alle azienbde a vocazione territoriale, non a figure legate soltanto alla poltrona”.
