Operaio morto. "Per infarto si deve intervenire a Benevento"

Il Rummo sulla vicenda dell'uomo deceduto in ambulanza. "Vicenda Pronto soccorso non c'entra"

Benevento.  

Le direzioni dell'azienda ospedaliera San Pio – che comprende il Rummo ed il Sant'Alfonso de Liguori di Sant'Agata – e dell'Asl di Benevento intervengono sulla vicenda dell'operaio colpito da infarto cardiaco in un cantiere a Sant'Agata de' Goti e deceduto all'altezza di San Salvatore Telesino durante il trasporto verso il Presidio "G. Rummo" di Benevento in un'ambulanza di soccorso avanzato del 118 con la presenza a bordo di un rianimatore.

Dopo aver espresso vicinanza alla famiglia dell'uomo precisano: “contrariamente a quanto asserito da qualche disinformata fonte, la sciagura non può trovare relazione con una presunta chiusura del Pronto Soccorso presso il Presidio Ospedaliero "Sant'Alfonso Maria de' Liguori" di Sant'Agata de' Goti. Difatti, il Pronto Soccorso della struttura sanitaria santagatese è tutt’altro che chiuso e continua a prestare la relativa assistenza a servizio della comunità.

Inoltre, l’integrazione ospedale – territorio, frutto del protocollo d’intesa tra l’Azienda Ospedaliera e l’ASL, ha trovato anche in questa circostanza puntuale realizzazione nella tempestiva assistenza di alta specializzazione fornita al paziente.

Nel caso in specie, i sanitari del 118 hanno precisamente applicato il Protocollo clinico-organizzativo della Rete IMA - Infarto Miocardico Acuto, già attivo a livello nazionale e regionale da qualche anno ed attualmente vigente in tutto il territorio campano, per il quale la persona colpita da infarto va trasportata al centro specializzato logisticamente più vicino, per ricevere compiutamente le cure del caso.

Purtroppo, la gravità della condizione patologica ha reso vane le manovre di rianimazione, correttamente poste in atto, ed il paziente è deceduto prima dell’arrivo in ospedale”.