Il degrado avvolge anche la Benevento citata da Dante | FOTO

Via Lungocalore Mafredi di Svevia invasa da rifiuti. Danneggiato anche il monumento sul lungofiume

Benevento.  

Lungofiume. E subito si pensa alle capitali europee che ne hanno fatto spazi di insostituibile bellezza. Percorsi pedonali dove ammirare la natura.
Benevento dovrebbe cogliere la lezione, o almeno, restituire un po' di civiltà a questi spazi. E' il caso di via Lungocalore Manfredi di Svevia, che potrebbe essere una passeggiata eccezionale per ammirare il Ponte Vanvitelli, il fiume e uno scorcio di città suggestivo. Invece, è uno scenario drammatico di degrado e incuria.

Nelle foto che vi mostriamo le aiuole sono coperte di rifiuti. Cartacce, bottiglie, sporcizia di ogni tipo invade gli spazi verdi come un tappeto di degrado.
Le foglie ammassate a marcire coprono il marciapiede senza lasciare spazio ai pedoni.
Il parapetto del Ponte risulta rotto in più punti.

Tutto è immerso nel più bieco spettacolo d'incuria compresa la stele che ricorda il passo della Divina Commedia in cui Dante cita Benevento. Il famoso passo del Canto III del Purgatorio riguardante la morte di Manfredi di Svevia nella battaglia di Benevento si dissolve nelle neddie del degrado.

Il travertino alla base dell'epigrafe è spaccato in più punti. Il marmo sotto il bassorilievo in bronzo che illustra l'episodio è frantumato e l'incuria avvolge anche le parole del Sommo Poeta riportate dove si suppone che sia stato inizialmente sepolto Manfredi.