La Torre e la causa persa contro i rifiuti più famosi del web

L'assessore Luigi De Nigris chiarisce dopo il caso dell'immondizia lungo le mura longobarde

la torre e la causa persa contro i rifiuti piu famosi del web
Benevento.  

L'immondizia lungo le mura longobarde, e in dettaglio all'angolo tra via Torre della Catena e via Giovan Battista Lucarelli, alle 16 di questo pomeriggio non c'era.
La torre era sgombra dai sacchetti. Si affretta a precisarlo, dopo la segnalazione raccolta da Ottopagine (leggi qui), l'assessore all'Ambiente e Raccolta differenziata del Comune di Benevento Luigi De Nigris che ci scrive: “A seguito dell’articolo apparso oggi su codesta testata: “Mura longobarde con rifiuti... anche su Google Maps”, ho tempestivamente sollecitato i responsabili dell’Asia per verificare se tale disagio persisteva ancora, atteso che le foto in questione non mi sembravano attuali. Ed infatti, pur non illudendoci che possa restare tale anche nei prossimi giorni, la situazione alle ore 16,00 è quella che appare nell’allegata foto inviatami dagli Ispettori dell’Asia”.

Soddisfatti della sollecitudine, però, è d'obbligo sottolineare che l'articolo evidenziava chiaramente non una situazione di stallo ma una scena che si ripete spesso. Secondo i residenti della zona “quotidianamente”. Per questo le foto non sono recenti. Ma una raccolta di diversi momenti. Momenti tristemente immortalati dagli stessi residenti.
Un problema così radicato che l'immagine tratta da Google maps, come si legge, è dell'agosto 2017. Ed è prova di quel cumulo, lì a dispetto di “tempi e stagioni”.

L'assessore De Nigris poi prosegue: “Vero è che le foto postate su Google Maps sono un’offesa all’intera comunità, ma fosse passato oggi il loro operatore in quella zona, avremmo sicuramente mostrato al mondo intero un immagine diversa (comunque pur sempre fuorviante, visto che il sito segnalato dalla lettrice è frequentemente utilizzato dai moderni “Inquinator” come luogo di sversamento abusivo)”.

Anche in questo caso l'assessore De Nigris ha ragione. La foto che allega a testimonianza delle mura senza sacchetti restituisce, nonostante la pioggia, tutto il fascino di quella zona. L'immagine per il mondo intero sarebbe stata “diversa”. Purtroppo, però, gli operatori di Google Maps sono come le suocere: si presentano a casa quando meno te lo aspetti, dunque dobbiamo farci trovare sempre pronti. Ma di questo l'assessore all'Ambiente è consapevole. Tanto che due righe dopo si dichiara perfettamente a conoscenza del fatto che quel luogo è “ frequentemente utilizzato dai moderni “Inquinator” come luogo di sversamento abusivo”.

Condividiamo, senza dubbio, le conclusioni di De Nigris: “Tuttavia, oltre ad intervenire sollecitamente per rimuovere i tanti inconvenienti segnalati dai cittadini, occorre innanzitutto fare una seria riflessione per capire cosa spinge le persone a depositare i loro rifiuti, probabilmente nemmeno differenziati, in modo così incontrollato e talvolta nei migliori angoli della (loro?) città.
Ritengo probabile, al netto di qualche particolare patologia, che possa trattarsi di questioni facilmente risolvibili nell’ambito del servizio di raccolta dei rifiuti”.

E ci permettiamo una nota. Oltre a comprendere i motivi del deposito incontrollato (patologie comprese), come segnalava il residente della zona esasperato da tanto degrado magari occorre anche qualche sanzione per chi continua a comportarsi nel modo sbagliato. Intanto, quei rifiuti sono lì, su Google Maps e rappresentano una causa persa per l'intera città.