Il Premio Strega inneggia a Satana e ispira Lercio

Il famoso sito satirico italiano propone un quadro attuale irresistibile che parte da Benevento

Benevento.  

Benevento in primo piano su Lercio. La città è in vetrina grazie al riconoscimento letterario più importante del panorama nazionale, declinato, nello stile del sito satirico, tra attualità e irresistibili paradossi.
Terremoto nell’editoria. Pillon: “Il Premio Strega è una manifestazione inneggiante a Satana”. Questo il titolo dell'articolo firmato da Lino de Benedetto e Davide Paolino che con uno scritto di sublime attualità conquistano anche la Fondazione Bellonci, organizzatrice dello Strega, che condividendo l'articolo commenta: “Tremate! Tremate! Le streghe son tornate!” e aggiunge Lercio non ne sbaglia mai una.

E di certo il quadro disegnato da de Benedetto e Paolino è un sensazionale affresco che gioca con l'attualità camminandovi in parallelo. Paradossi certo, eppure così vicini alla realtà.
Un gioco d'immaginazione in cui il senatore leghista Simone Pillon “che – si legge nell'articolo di Lercio - già da tempo ci ha abituato ai suoi strali contro i libri gender, le coppie omosessuali, le adozioni, la lobby gay, l’aborto, la carbonara con la pancetta e contro le persone con un quoziente intellettivo più alto del suo, cioè tutti” propone di “eliminare dalla faccia della terra il Premio Strega, il liquore ad esso abbinato, e tutti quelli che lo hanno vinto nel corso degli anni e pure Fabio Volo che pure se non ha mai vinto, non ci farà male eliminare anche lui” perché, in sostanza “inneggiante a Satana”.

Da qui è un crescendo: dalla somiglianza di Pillon con Enzo Miccio all'origine del premio che sarebbe stato dedicato ad una strega parente di Virginia Raffaele, nota satanista praticante. La battaglia del Pillon di Lercio è senza esclusione di colpi: pronto ad immolarsi “come fece il militare di American Beauty.
La fine del Premio legato a Benevento sarebbe vicina. I libri vincitori inesorabilmente iscritti in una “black-list in attesa che una apposita commissione ministeriale ne valuti la demonicità, il grado di difficoltà di lettura in una scala da zero a Salvini, e la percentuale di parole inneggianti a culture che Pillon non comprende”.

E il liquore? La magica pozione tutta sannita? “La sua fine sembrerebbe segnata” ma qualche speranza arriverebbe dalla “sua appartenenza alla categoria degli spiriti”.
Il colpo di scena finale non potete assolutamente perderlo. Basti pensare che “gli amici della Domenica”, storica giuria del premio, diventano gli “Amici di Mario Adinolfi”.