L'allarme: giù i matrimoni, la convivenza è una 'non famiglia'

Inaugurato l'anno del tribunale ecclesiastico. Russo: “Nel 2018 sentenza su 129 cause”

Benevento.  

“Dopo la riforma di Papa Francesco per le procedure nei processi di nullità del matrimonio ci si aspettava un aumento dei casi. Aumento che c'è stato ma è molto lieve, soprattutto se si raffronta alle separazioni e ai divorzi in ambito civile”.
Così Pietro Eduardo Russo, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico interdiocesano e d'Appello di Benevento, che oggi ha celebrato l’inaugurazione dell’anno giudiziario.
Dopo la messa nella cappella del SS. Sacramento della Cattedrale l’incontro nel salone Leone XIII.
Al saluto dell’arcivescovo Felice Accrocca è seguita la relazione del presidente del tribunale Pietro Russo sull’attività giudiziaria per il 2018.

“Nel 2018 il nostro tribunale ha definito con sentenza 129 cause (51 casi di esclusione della indissolubilità; 7 esclusione della prole; 2 esclusione della fedeltà e 7 simulazione totale). Questi capi di nullità che riguardano le proprietà essenziali e le finalità del matrimonio, evidenziano, in modo inequivocabile, il relativismo etico-sociale con cui tanti giovani e non si avvicinano al matrimonio”.

Russo evidenzia la profonda crisi che vive la famiglia che si ritrova anche dall'analisi dei dati Istat: in Italia ci si sposa sempre meno e aumentano i divorzi.
Aumentano i matrimoni celebrati con solo rito civile, ma aumenta soprattutto la scelta della convivenza. Gli indicatori evidenziano: “lo scollamento tra famiglia e matrimonio per cui si ritiene “fare famiglia” senza contrarre matrimonio”.

“Con la semplice convivenza si va verso una non famiglia. Il Papa la definisce una scelta di “persone ferite”. A loro – dice ancora Russo – dobbiamo rivolgerci per riaffermare l'importanza della famiglia perché scardinarla significa scardinare la società”.
E' stato mons. Adolfo Zambon, vicario giudiziale del tribunale regionale Triveneto a tenere poi la prolusione dell’anno giudiziario sul tema: «Criteri ispiratori del m.p. “Mitis Iudex” e processo di nullità del matrimonio».
Zambon ha posto l'attenzione sulle altre prospettive a cui, dopo aver effettuato la riforma, Papa Francesco ha invitato a guardare: in particolare la vicinanza del tribunale alle persone.

“Anche se il tribunale è giuridico - chiarisce Zampone - c'è comunque un profilo pastorale. E' essenziale che l’operato del Tribunale venga inserito nell’ambito dell’accompagnamento pastorale e spirituale delle persone che si trovano a vivere il termine del loro matrimonio”.
E dunque chiedere la nullità non è solo un fatto burocratico, ma un percorso spirituale e pastorale.
Infine indica la sfida per la Chiesa. “Dobbiamo far venire voglia di sposarsi – spiega Zambon - e l'operato del tribunale è sottolineare quelle dimensioni che in una relazione uomo-donna non possono venire meno: stare insieme per sempre; la fedeltà; l'apertura ai figli. Sono cioè quelle dimensioni intrinseche dell'amore. La scommessa è valorizzare questo aspetto per i giovani e ai non più giovani testimoniare bellezza matrimonio”.