"Ma che depuratore, Mastella mantenga le promesse"

Il comitato Santa Clementina contro il progetto dell'impianto nei pressi del Ponte Leproso

Benevento.  

“Lotta serrata”. Non hanno alcuna intenzione di fermarsi i cittadini della zona di Santa Clementina. Il Comitato di quartiere dell'area intorno al Ponte Leproso ha dichiarato guerra al progetto che identifica quella zona come sede di uno degli impianti di depurazione per le acque reflue che il Comune sta cercando di costruire.
Si sono raccolti su quel Ponte, sui quei sassi che testimoniano secoli di storia. Il Ponte, lo ricordiamo, è del III secolo avanti Cristo, progettato da Appio Claudio Cieco, lo stesso che fece costruire la Regina Viarum. L'Appia Antica, quella stessa strada per la quale il Comune di Benevento, come soggetto capofila, sta tentando di far iscrivere nella lista dell'Unesco come patrimonio dell'umanità.

“E' quanto meno inopportuno” ci spiega Claudio Rocco, presidente del Comitato Santa Clementina. “E' assurdo pensare di installare l'impianto in una zona sottoposta a vincolo fluviale, vincolo archeologico e per di più si tratta di un'area urbana. Un depuratore dovrebbe essere posto almeno a 100 metri dall'abitato e queste distanze non potrebbero essere rispettate”.
Sventolano manifestini con la scritta “Comitato No Depuratore” i residenti. Hanno abbracciato una battaglia per difendere il luogo in cui vivono che, speravano, attraverso la strada della candidatura Unesco potesse essere valorizzato e liberato dal degrado e dall'abbandono che spesso lo affligge.

“L'Appia antica, il Ponte Leproso, il Teatro Romano. L'amministrazione – si rammarica Rocco - aveva promesso di rivalutare queste zone. La Soprintendenza ha già stanziato una serie di fondi per la zona ed è davvero un contro senso candidare l'Appia a Patrimonio Unesco e poi costruire il depuratore. L'amministrazione – incalza - dovrebbe trovare ulteriori risorse per riportare alla luce quella importanti testimonianze archeologiche di cui questa zona è ricchissima”.

Il gruppo non è di quelli che restano ad aspettare. Più volte si sono rimboccati le maniche, hanno imbracciato gli attrezzi e hanno prestato il loro lavoro per la pulizia e il decoro della zona. Ma questa scelta è intollerabile.
Il presidente dell'associazione non nasconde tutto il suo dissenso e indica anche altri obiettivi: “Siamo arrabbiatissimi. In campagna elettorale ci era stato promesso tantissimo: sono passati tre anni e non abbiamo visto nulla. Ci sono famiglie senza rete idrica, senza rete fognaria, senza condutture del gas. Per non parlare dell'Adsl, non sappiamo di che si tratta. In più abbiamo sono ancora aperti gli scavi del collettamento. E i danni dell'alluvione del 2015 restano visibili. Il sottopasso di via Latina è allagato e chiuso da allora. Abbiamo – ironizza – addirittura proposto di cambiargli nome intitolandolo con la data dell'alluvione”.

Rocco, infine, segnala i problemi che interessano via Santa Clementina e l'area circostante. Scarsa illuminazione, strutture ormai troppo vecchie e tanto degrado. “Le vedranno tutti quando sarà inaugurato il nuovo ponte che collega Torre della Catena a via De Rienzo”.

E infine conclude: “chiediamo uno studio preliminare al progetto del depuratore. Abbiamo già avvisato di quello che sta accadendo il commissario per la depurazione, Enrico Rolle e stiamo valutando di rivolgerci al Ministro dell'Ambiente, Sergio Costa. Insomma: non ci fermeremo”.