Condanne per complessivi 305 anni di reclusione. Le ha chieste il pm della Dda Luigi Landolfi nel processo a carico di diciassette persone – altre sono state già giudicate con rito abbreviato – rimaste coinvolte nell'ottobre 2023 nell'inchiesta antiestorsione e antidroga dei carabinieri di Montesarchio in Valle Caudina.
Le accuse a vario titolo: associazione per delinquere di stampo camorristico, associazione finalizzata allo spaccio di stupefacenti, danneggiamento, detenzione di materiale esplodente e di armi, con l’aggravante del metodo mafioso.
Queste, in particolare, le pene proposte: 15 anni ad Antonietta Abenante (avvocato Carla Maruzzelli), di S. Agata dei Goti,, 26 anni a Luigi Bisesto (avvocati Ettore Marcarelli e Vittorio Fucci), di Sant'Agata dei Goti, 24 anni a Raffaele Cesare (avvocati Michele De Luca e Giuseppe Annunziata), di Dugenta, 26 anni a Fiore Clemente (avvocato Valeria Verrusio), di San Martino Valle Caudina, 20 anni a Rinaldo Clemente (avvocato Mario Cecere), di San Martino Valle Caudina, 16 anni a Giovanni Coletta (avvocato Marianna Febbraio), di Montesarchio, 15 anni a Pasquale Landolfo (avvocato Mario Pasquale Fortunato), di Frattamaggiore, 18 anni a Pietro Luciano (avvocato Teresa Meccariello), di Bonea, 15 anni a Maria Antonia Lupo (avvocato Teresa Meccariello), di Bonea, 18 anni a Pietrantonio Mango (avvocato Vittorio Fucci), di Moiano, 15 anni a Salvatore Meccariello (avvocato Teresa Meccariello), di Moiano, 21 anni a Domenico Nuzzo (avvocato Danilo Di Cecco), di Santa Maria a Vico, e Massimo Oropallo (avvocato Elisabetta Carfora), di Moiano, 15 anni a Mario Razzano (avvocati Danilo Riccio e Osvaldo Piccoli), di S. Agata, 8 anni a Roberto Rizzo (avvocato Gandolfo Geraci), di Napoli, 12 anni ad Antonio Saturnino (avvocati Marcello Severino e Danilo Riccio), di Sant'Agata, 20 anni a Umberto Vitagliano (avvocato Valeria Verrusio), di San Martino Valle Caudina.
Nel mirino degli inquirenti alcune estorsioni, anche tentate, ai titolari di imprese edili di Sant'Agata, Airola e Caserta, ed il capitolo degli stupefacenti. Quattro le parti offese, una delle quali si è costituita parte civile con l'avvocato Raffaele Tecce.
L'inchiesta, corroborata da intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, dalle immagini delle telecamere e dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, ritine di aver complessivamente ricostruito le modalità operative del clan Pagnozzi e delle sue ramificazioni in Valle Caudina. Dopo la requisitoria, spazio agli interventi dei difensori, che si concluderanno il 21 ed il 27 maggio, quando è prevista la sentenza del Tribunale (presidente Pezza, a latere Telaro e Lignelli).
