I sindacati degli inquilini Sunia, Apu, Sicet e Uniat questa mattina in presidio presso la sede dell'Istituto autonomo case popolari di Benevento per manifestare contro le decisioni della Regione in merito alle incertezze del patrimonio pubblico con “una riforma che non decolla e continua a penalizzare tutti, specialmente nella provincia di Benevento.
I sindacati uniti dicono basta al “blocco dei servizi e della gestione del patrimonio pubblico a causa della mancata approvazione dei documenti contabili; ai ritardi del decollo della nuova azienda per l’edilizia pubblica a causa del mancato trasferimento dei fondi per la programmazione delle attività;
il mancato governo della fase transitoria per il passaggio alla nuova gestione dell’ERP da parte della Regione del Commissario straordinario ACER”.
Con la manifestazione, che si è svolta in tutte le province campane, i sindacati degli inquilini hanno acceso i riflettori anche sul mancato incontro chiesto da tempo con l’Assessore regionale, al Commissario dell’ACER e agli attuali direttori generali degli ex Istituti autonomi case popolati “che sembrano totalmente esclusi dall’attuale fase di gestione transitoria, per comprendere le ragioni di questo stallo e per evidenziare i rischi le conseguenze negative che tale situazione sta determinando.
E’ veramente imbarazzante – rimarcano Giuseppe Falzarano (Sunia), Stefano Iovini (Sicet) ed Antonio Pagliuca (Uniat) - il silenzio della Giunta regionale e degli autorevoli esponenti che hanno voluto un’ accelerazione del processo di riforma dell’Edilizia residenziale popolare (ERP) senza che ci fossero le basi solide sulle quali far poggiare l’impianto della riforma, pur condivisa nello spirito, ma non nella confusa fase dell’attuazione che, tra l’altro, ha portato alla modifica del Regolamento istitutivo dell’ACER, recependo solo sulla carta i suggerimenti dei sindacati ma vanificati nella pratica attuazione al punto che si sta determinando la paralisi nella gestione del patrimonio pubblico con un concreto rischio anche per l’ordine pubblico a causa dell’esasperazione conseguente al paventato blocco anche delle attività manutentive e di gestione ordinaria.
E’ assolutamente intollerabile – concludono i sindacati - l’atteggiamento dell’assessore all’Urbanistica e all’edilizia pubblica oltre che del Commissario ACER che, di fronte ad una situazione così delicata si tengono lontani dal confronto democratico con i rappresentanti dell’utenza e dei lavoratori esasperati per il sostanziale immobilismo decisionale della Giunta regionale e per le grigie prospettive di una riforma partita circa quattro anni fa e che non riesce ad affermarsi a causa dell’improvvisazione e dell’approssimazione fino ad oggi dimostrata”.
