"Il Rummo da ospedale in stile Kabul all'eccellenza"

Il nuovo direttore generale Mario Ferrante illustra il piano all'assemblea dei sindaci

il rummo da ospedale in stile kabul all eccellenza
Benevento.  

Rivoluzione Ferrante. Tutto da rifare per il Rummo che già dalla scritta, purtroppo, sembra un ospedale in “stile Kabul”.
Il nuovo direttore generale dell'azienda San Pio non usa mezzi termini e mette in chiaro il suo piano per riportare l'ospedale sannita, nei suoi due centri: il Rummo di Benevento e il Sant'Alfonso di Sant'Agata, non solo alla perfetta funzionalità ma all'eccellenza.
Mario Ferrante lo ha fatto questa mattina nell'aula di Palazzo Mosti esponendo il suo programma ai primi cittadini del Sannio.

“La vertenza sanità, per il Sannio, è aperta e non bisogna abbassare la guardia ma il cambio di direzione deve azzerare ogni contrasto del passato, da ora si ricomincia”.
Clemente Mastella apre con disponibilità ma con fermezza l'assemblea dei sindaci sul tema.
Un incontro con i vertici dell'azienda San Pio, con Ferrante anche il direttore amministrativo Giovanni Di Santo, per tracciare la strada da percorrere.
“Sono pronto a mettere al centro di ogni azione il paziente e ad ascoltare tutti – ha detto in apertura – ma il mio colloquio è con le istituzioni, non tollero nessuna strumentalizzazione”.

Ferrante sgombra subito il campo dagli equivoci. Per il Rummo ci vuole un lavoro intenso che non ammette troppe “chiacchiere”, un piano legato alla qualità per riportarlo ad essere centro di alta specializzazione.
Intenzioni che si realizzeranno secondo una direttrice che affronta diversi nodi: le strutture (Sant'Agata promossa il Rummo da rivedere), le attrezzature, il personale e la società, della quale l'ospedale deve essere parte integrante.

“Dobbiamo crederci tutti” ha spiegato il manager che ha voluto cominciare dalle criticità. “Le ho cercate da subito e immediatamente le ho trovate. Ho trascorso due giorni in pronto soccorso per notare tutte le deficienze che vanno affrontate immediatamente con i fondi dell'ospedale e senza aspettare finanziamenti. Si tratta di emergenze troppe gravi per attendere”.
Tra le azioni indicate per il Pronto Soccorso Ferrante elenca il miglioramento della funzionalità, la creazione di un accesso pedonale, un collegamento interno tramite tunnel per trasportare i pazienti tra i diversi padiglioni.
L'ospedale avrà un suo info point per accogliere i pazienti, aiutarli ad orientarsi e indirizzarli alle loro esigenze e in ogni padiglione ci sarà un front office.

I diversi padiglioni sono già al centro di una ristrutturazione esterna e Ferrante ha annunciato anche una stretta sulla sicurezza della struttura.
E se è ancora in corso una ricognizione per ridefinire l'atto aziendale e inglobare il decreto 41, contemporaneamente si lavora per il personale.

“Occorrono 190 unità per l'ospedale di Sant'Agata e 470 per il Rummo” ha chiarito Ferrante. “Ci servono chirurghi, anestesisti, infermieri. Solo così riusciremo a riempire di contenuti la struttura”.
Stretta anche su trasparenza e legalità mentre per le attrezzature il direttore generale annuncia azioni a medio e lungo termine.

“Dopo il mio insediamento ho immediatamente fatto rientrare il Rummo nella rete Ima (ndr per il trattamento dell'infarto miocardico acuto) fornendo un angiografo mobile, entro la fine dell'anno ne avremo anche un altro fisso”.
E poi un elenco fitto fitto che prevede strumenti di ultima generazione: risonanza magnetica, mammografo, ventilatori polmonari, tre sistemi centralizzati di neuro rianimazione.
“Un'azione complessa in cui l'ospedale si lega al territorio su cui vive che non può essere mortificato. Avrei potuto, come mi avevano chiesto – ha aggiunto Ferrante – attingere per i collaboratori amministrativi alla graduatoria di Avellino. Non lo farò perchè l'ospedale deve contribuire all'economia del suo territorio”.

Una serie di azioni attese da tempo per il quale Ferrante annuncia anche una copertura finanziaria. “Per le tecnologie ci sono 5 milioni di euro già attribuiti. Per le azioni già in svolgimento stiamo agendo con i fondi dell'ospedale. A volte occorre solo una buona organizzazione”.