Samte. "Risposte chiare o bloccheremo le attività" VIDEO

Lavoratori e sindacati rilanciano la vertenza. Il video della Conferenza

samte risposte chiare o bloccheremo le attivita video
Benevento.  

“La vertenza sembrava giunta ad una svolta positiva, poi, nuovamente si è bloccata. C'è una precisa responsabilità politica ma se vogliono smobilitare devono dircelo chiaramente”.
E' il messaggio lanciato in una conferenza stampa durissima indetta questa mattina dai lavoratori dei rifiuti della Samte e dai loro rappresentanti sindacali contemporaneamente ad un sit in presso la Rocca dei Rettori.
Giannaserena Franzè e Antonio Tizzani della Cgil e Michele Caso della Uil hanno ripercorso le tappe della vicenda. “Ci sentiamo presi in giro – ha detto Franzè – è finito il tempo di traccheggiare. Chiediamo una risposta. La politica deve assumersi le proprie responsabilità e dire chiaramente se ci sono o meno le condizioni per conservare il posto di lavoro. Non possiamo aspettare le elezioni o altro...”.

Poi Franzé incalza: “Abbiamo il Presidente della Provincia, il sindaco del capoluogo che insieme all'amministratore della Samte si sono impegnati a trovare una soluzione che al tavolo si stava profilando. Se per qualche motivo la soluzione è saltata devono dirlo”.

Ribadisce la necessità di una posizione chiara. Basta giochetti e rimpalli. E poi paventa una soluzione dura.

“Bloccheremo tutte le attività della Samte (che non gestisce solo il sito di Casalduni). Se questi lavoratori che nonostante siano senza stipendio si fermano avremo ricadute ambientali gravissime, di cui tutti si accorgeranno. Il blocco causerebbe un pericolo per la salute pubblica, purtroppo non abbiamo altra scelta”.

“Stato di agitazione per l'impianto e fermo di tutti gli impianti Samte – ribadisce Michele Caso della Uil – perchè è necessario rilanciare l'attenzione su questa vertenza che ha una soluzione e deve essere attuata. Chiediamo all'Ato un atto formale, una delibera che riconfermi il ruolo strategico di questo impianto e alla Provincia di rendere esecutivo l'impegno che ha deliberato in consiglio (nono esiste ad oggi la determina che impegna i fondi per completare i lavori) e sopratutto il pagamento degli stipendi perché quattro mesi di ritardo sono una responsabilità che non è concessa a nessuno”.