Oltre 60 scosse di terremoto, ma impossibile fare previsioni

Cittadini spaventati comprensibilmente, ma di per sè lo sciame non è indicativo di nulla

Benevento.  

Continua lo sciame sismico nel Sannio e in particolare nella zona tra le colline vicine a Ceppaloni, Apollosa e Montesarchio: quasi sempre localizzato lì l'epicentro delle scosse che ormai durano da cinque giorni. 
Scosse tutte a bassa intensità, oltre 50, dalle più deboli, la maggioranza, con magnitudo che va da 1 a 2 della scala Richter, praticamente impercettibili fino a quelle più forti di questa notte (una di magnitudo 3, poco prima della mezzanotte)e di questa mattina (magnitudo 2.8 poco prima delle 7). 


Scosse, queste ultime, avvertite dalla popolazione che comprensibilmente e visto anche il periodo (39 anni fa il disastroso sisma dell'Irpinia) si è allarmata, avviando un tam tam sui social con qualche interpretazione fantasiosa e sbilanciandosi anche in previsioni. 


In realtà l'unica cosa che proprio non si può fare in questi casi sono le previsioni: come spiegato anche dal geologo e consigliere nazionale del Consiglio Nazionale dei Geologi, professor Lorenzo Benedetto a Ottopagine ( Qui l'intervista completa "Sciame sismico: non si può prevedere nulla") di per sè uno sciame sismico non è indicativo di nulla se non che ci si trova in zona sismica, dato peraltro abbastanza noto a tutti i cittadini che popolano il Sannio, l'Irpinia e la Campania. 


Può essere che lo sciame sismico di questi giorni resti tale, e dunque che l'energia si esaurisca in molteplici eventi a bassa intensità ma non è da escludere un evento di portata maggiore, per il semplice motivo, come detto sopra, che il Sannio è zona sismica. 
Nell'impossibilità della previsione, dunque, come spiegato anche dagli esperti l'unica alternativa valida è la prevenzione.