Cittadini in bicicletta: "Distinguiamo i fatti dalle opinioni"

In risposta all'assessore Reale sulla querelle del transito delle bici lungo il Corso

cittadini in bicicletta distinguiamo i fatti dalle opinioni
Benevento.  

“Dopo aver letto la solita cantilena dell'assessore Reale, il quale si ostina a ripetere il vecchio disco della presunta pericolosità delle biciclette, siamo costretti a chiedere a lui o al capitano dei vigili o a chiunque fosse in grado di rispondere se gentilmente possono farci sapere il nome di una persona investita da una bicicletta lungo Corso Garibaldi e finita all'ospedale”.

Così il comitato Cittadini in Bicicletta replica all'assessore Reale che ieri aveva risposto alla nota a firma del comitato in risposta al post del sindaco Mastella sulla lotta allo smog.

“Vi preghiamo: diteci un nome, così finalmente anche noi – scrivono gli attivisti che da anni si battono per la cultura degli spostamenti in bicicletta e contro l'ordinanza del sindaco Mastella che aveva vietato il transito delel bici lungo il Corso Garibaldi - potremo riconoscere che avete ragione voi. Perchè invece a noi sembra che questa cantilena sia solo una vostra opinione, e come tutti sanno le opinioni devono essere ben distinte dai fatti reali che sono accaduti. Ad esempio, anni fa, il professore Cocca, tanto amato in città, venne ucciso da un'automobile lungo la Via Appia eppure stranamente mai nessuno ha pensato o proposto di chiudere la strada alle automobili. Come mai assessore Reale? La vita di un pedone vale di meno se ad investirlo è un'automobile? Inoltre ci risultano diversi casi di cittadini beneventani investiti dalle automobili, anche sulle strisce pedonali o addirittura sul marciapiede e finiti all'ospedale. Per loro non avete speso nemmeno una parola. Non avete chiuso alle automobile le strade dove sono avvenuti questi incidenti. Perchè? Per quale motivo le automobili possono mandare la gente all'ospedale senza che nessuno di voi si senta in dovere di difendere i cittadini dal pericolo? Non è che per caso quella della sicurezza è solo una scusa?”

Il Comitato cittadini in bicicletta cita poi cita l'Istat riguardo gli incidenti in Campania: “nel 2017 il maggior numero di incidenti (7.512, il 75,7% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 112 morti (46,3% del totale) e 10.763 feriti (72,9%). Rispetto all’anno precedente i sinistri aumentano del 2,5% in ambito urbano e dello 0,3% sulle autostrade, mentre diminuiscono del 2,6% sulle strade extraurbane. Gli incidenti più gravi continuano ad avvenire sulle strade extraurbane (5,9 decessi ogni 100 incidenti) e sulle autostrade (4,2 ogni 100). Più della metà dei sinistri stradali (54,4%) avviene lungo un rettilineo, sia sulle strade urbane che su quelle extraurbane. In ambito urbano gli incidenti che si verificano in corrispondenza degli incroci rappresentano il 24,2% del totale, seguono quelli che avvengono nei pressi di una intersezione (9,2%) e in curva (8,5%). Lungo le strade extraurbane il 22% degli incidenti si verifica in curva, il 9,5% in corrispondenza di un incrocio”.

E concludono: “Quindi ci aspettiamo che vengano chiuse alle automobili il Viale Mellusi, il Viale atlantici, Viale Principe di Napoli, perchè sono rettilinei, ma anche le tangenziali, i raccordi autostradali, gli incroci e le strade extraurbane che hanno troppe curve. Se non chiudete queste strade significa che a voi della sicurezza dei cittadini non ve ne frega proprio nulla e usate questa parola solo per gettare fumo negli occhi dei beneventani. Noi sappiamo perchè avete demonizzato chi usa la bici...”.