Lumini e divise a terra per il funerale della ristorazione

Protesta degli imprenditori del mondo del food a Benevento, in piazza Castello

lumini e divise a terra per il funerale della ristorazione
Benevento.  

Riaprire non basterà a sanare la crisi profonda in cui è sprofondato il mondo della ristorazione. Divise e lumini a terra, in piazza Castello. Così gli imprenditori del mondo del food hanno “celebrato” il funerale della ristorazione.
Una crisi profonda che somma alle perdite imposte dagli oltre due mesi di chiusura, le difficoltà per ripartire e che dovrà fare i conti con le diffidenze dei clienti. Non è certo un momento in cui ci si affida agli altri a cuor leggero. Inevitabile il crollo dei consumi.,

“Siamo una rappresentanza minima per rispettare norme sul distanziamento sociale e gli accordi presi con la questura – racconta Mario Carfora, della Pizzeria Verace - ma rappresentiamo quasi 100 attività di ristorazione e bar di Benevento e Provincia. Parliamo di quasi seicento persone, e altrettanti posti di lavoro a rischio. Ci preoccupa la mancanza di aiuti economici. Siamo a zero ad eccezione dei seicento euro che sarebbero duecento euro al mese. Se nulla cambia dovremmo iniziare a pagare le tasse su quel riferimento economico”. E infine: “La richiesta è sempre la stessa: la cassa integrazione per i nostri dipendenti che sono senza stipendio da 3 mesi”.

“Il Governo deve estendere la cassa integrazione per i nostri dipendenti per un congruo numero di settimane – gli fa eco, Antonio Callea del ristorante Cocotte-. La ripresa, infatti, sarà un periodo davvero difficile e prevediamo una clientela dimezzata, dunque sarà necessario ridurre il personale. Chiediamo norme specifiche per la nostra categoria. Necessario inoltre un aiuto anche sulle spese.

Il protocollo Stato-Regioni è congruo, siamo soddisfatti per le distanze di un metro capaci di coniugare sicurezza e esigenze della ristorazione, ora aspettiamo le decisioni della Regione Campania. Ma questo non basta a sanare una crisi destinata a protrarsi per mesi”.

“Il 2 giugno saremo anche a Roma per manifestare – spiega Gennaro De Luca, voce Gpn Piccola Napoli -. Abbiamo elaborato una serie di punti che il Governo dovrebbe approvare per il sostegno alle aziende: un equo canone per i locali commerciali per almeno 24/36 mesi; l'esenzione dei contributi per i dipendenti; la concessione degli spazi esterni gratuitamente e un contributo a fondo perduto per adeguare i locali e sostenere le perdite”.


E tra i settori maggiormente colpiti quelli delle cerimonie i cui rappresentanti denunciano una ferita insanabile. “Tutti i banchetti prenotati sono stati annullati – spiega Agostino Zollo di villa Merici, a San Leucio del Sannio -, noi lavoriamo da marzo a ottobre. Quest'anno l'incasso è zero. Sono state disdette tutte le cerimonia e non cambierà. E' una crisi terribile”.
La richiesta è quella di una totale detassazione e della cassa integrazione per i dipendenti. “Il governo deve garantirci tasse zero fino al febbraio prossimo altrimenti sarà bancarotta”.