Aperture? Per i bimbi è ancora lockdown: appello delle maestre

"Difficoltà per genitori e soprattutto bimbi che han perso punti riferimento. Chiediamo confronto"

aperture per i bimbi e ancora lockdown appello delle maestre
Benevento.  

Il lockdown è finito: tornano le passeggiate, si torna al lavoro, ci si riprendono pezzi di normalità per molto tempo, troppo, chiusi come le città. Ma se l'apertura di pub, bar, pizzerie, negozi è stata accolta con una sensazione liberatoria, ad oggi resta pressoché invariata, salvo la possibilità di uscire.
Ma nido e scuole restano chiusi e non si intravedono barlumi, con tutti ciò che ne deriva per quei bimbi che da poco avevano avviato il loro percorso scolastico, per le famiglie e in particolare per le mamme, per gli insegnanti.
Proprio due insegnanti di un nido della città, Simona e Melania, ad Ottopoagine spiegano: "Insegnanti e bambini sono ancora in lockdown nonostante la riapertura di quasi tutte le attività. In questo momento di ripresa riteniamo si stiano ignorando i danni psicologici che questo allontanamento forzato dai servizi educativi sta comportando ai nostri piccoli e le difficoltà che i genitori devono quotidianamente affrontare". 

Sì, perché è innegabilmente un trauma, per un bimbo perdere di colpo punti di riferimento come le maestre, i nuovi amichetti: "In un tale clima di stop i bambini hanno perso importanti punti di riferimento sociali, quali la scuola e gli amici. Alcuni genitori, i cui bimbi frequentano il nostro asilo, ci hanno descritto situazioni in cui si manifesta una maggiore irritabilitù, l'intolleranza alle regole, capricci, richieste di attenzioni eccessive rispetto al periodo di frequenza del nido".

Eppure è paradossale: si aprono parchi, spiagge, e altri posti in cui per forza di cose i bimbi entrano in contatto tra loro in situazioni sicuramente meno controllate rispetto al nido: "Riteniamo pertanto che avere la possibilità di riaprire i nostri servizi per  l'infanzia in maniera consapevole ed organizzata, permetta ai piccoli di frequentare dei posti controllati dove riprendere la socialità, diversamente da ciò che potrebbe avvenire nei parchi in cui l'accesso avviene senza alcun controllo. 
Ci rivolgiamo con forza alle istituzioni del nostro territorio, affinché si apra un tavolo di confronto istituzionale con i gestori delle attività educative, che permetterà di varare le modalità più consone per rispondere alle delicate esigenze di bambini e famiglie, e ci consentirà, inoltre, di capire quali sono le sorti delle nostre attività chiuse ormai da tempo".