La Cgil di Benevento si rivolge ancora una volta al Prefetto di Benevento, Francesco Cappetta al quale ha inviato una nota – per conoscenza anche alla Provincia di Benevento, all'amministrazione della Samte e al vicepresidente della Regione – per accendere i riflettori sulla delicata vicenda che ormai da troppo tempo sta interessando i lavoratori della Samte. Gli operai specializzati impiegati per la gestione del ciclo dei rifiuti sia presso lo Stir di Casalduni che in altre discariche.
La Cgil chiede un intervento urgente al prefetto sannita e spiega: “Lo Stir di Casalduni è ancora fermo a circa due anni, dal tristemente noto evento incendiario, mentre lavoratori sono appesi ad un filo di speranza, sempre più flebile.
La società Samte srl non ha ad oggi un piano tecnico/finanziario di programmazione e pianificazione sul quale potersi confrontare per riavviare nuovamente le attività presso lo stir di Casalduni; e tantomeno i sindacati di categoria e le RSU aziendali vengono informate e coinvolte nelle eventuali decisioni che i vertici della Samte stanno assumendo in modo unilaterale.
Cosi facendo, a nostro parere – tuonano dalla Cgil -, le istituzioni territoriali, rischiano di perdere credibilità ed autorevolezza in un momento storico e drammatico per la società. Non è più accettabile e tollerabile, che padri di famiglia restino senza salario e rischiano il posto di lavoro, nonostante ci sia gran bisogno del loro lavoro nel nostro territorio.
La pandemia ha lasciato segni indelebili, e disagi economici, che preoccupano fortemente questa Organizzazione Sindacale, per la tenuta del tessuto sociale in questo territorio.
Dai continui contatti che abbiamo con i lavoratori, temiamo per eventuali atti inconsulti, degli stessi, che potrebbero scaturire dalla disperazione e sfiducia per la carenza di salario e di futuro occupazionale. La fp cgil ritiene che questi lavoratori, non possono essere abbandonati al proprio destino, e meritano di essere sostenuti nella loro legittima richiesta di tornare al lavoro dignitoso, che con professionalità hanno svolto in questo territorio per circa 20 anni.
Sollecitati da queste preoccupazioni, vorremmo chiederle un nuovo intervento, presso la dirigenza della Samte e della Provincia, socio unico della società suddetta, perché, da quando i lavoratori hanno accettato ob torto collo, una riduzione oraria umiliante, pur di non perdere il posto di lavoro, ovvero dal mese di gennaio, ad oggi la società continua a non onorare l'impegno assunto; che aveva garantito di poter rispettare, proprio al tavolo prefettizio del 30 dicembre alla presenza anche del vice presidente della regione, Bonavitacola.
I lavoratori – concludono dalla Cgil - vantano diversi stipendi arretrati, pari a 12 ore settimanali, parliamo di cifre irrisorie, che nonostante ciò, la Samte non sta pagando”.
