Il cementificio confiscato alla camorra restituito alla città

Riapre il cancello della struttura in Contrada Olivola

il cementificio confiscato alla camorra restituito alla citta
Benevento.  

Riapre il cancello dell'ex cementificio Ciotta, in contrada Olivola a Benevento  Struttura confiscata negli anni scorsi per contiguità alla criminalità organizzata. Presenti le istituzioni, dal procuratore Policastro, al presidente del tribunale, al questore, al comandante dei Carabinieri, della Finanza, al presidente di Confindustria, al vicario del Prefetto fino al sindaco Mastella e all'arcivescovo Accrocca.

Policastro ha ricordato la presenza nel 2018, anno della confisca della struttura: "Colgo un segnale positivo di questo percorso  che si deve riprendere insieme. È difficile  ma serve determinazione. Chiedo all'amministrazione di guardare oltre il dato meramente economico, di sognare. Credo ci sia la possibilità tra privati, pubblico, associazionismo di far ripartire questo bene. Magari con Università, Confindustria. Io credo nel sogno. Vorrei lasciare questo territorio coi fiumi balneabili e navigabili: È la mia utopia più forte, quindi quella del riutilizzo di questo bene, più piccola, si può fare a maggior ragione. La criminalità c'è nel Sannio, ma lo Stato è più forte. Abbiamo obiettivo di reprimere reati, anche aggredendo il patrimonio. In questo territorio evasione fiscale forte. Non è ancora finita. Covid? Spero non si ritorni alla normalità, perché dobbiamo vigilare".

E nella cerimonia organizzata da Libera  è intervenuto il presidente 

Michele Martino: "Benevento deve essere in prima linea. Questo bene deve essere messo in sicurezza. Dopo ciò può essere destinato" .

Il presidente del tribunale di Benevento Simonetta Rotili:" storia giudiziaria dell' immobile parte dal 2009.segno che il Sannio non è isola felice. Tessuto sano contaminato da infiltrazioni. Ma stato c'è, oggi ci sono più strumenti per aggredire mafie. Sottraendo linfa vitale a organizzazioni più importanti di misure cautelari personali. Noi non molliamo"

Poi il sindsco Mastella: "ci siamo impegnati perché questo bene non fosse solo confiscato. Qui ci siamo arenati perché ci voleva 1 milione e mezzo soli per entrare. La realtà è che non ci sono soldi necessari. Abbiamo bisogno di altri che ci diano una mano. Piena disponibilità a dare indicazion"i.

E l'arcivescovo Accrocca: cambiamento culturale deve riguardare tutti, a partire dal chiedere lo scontrino. Se non vinciamo la battaglia culturale non possiamo vincere altre battaglie.