“Come medico di base sono in prima linea da 41 anni e come tutti i miei colleghi non ci siamo mai tirati indietro, nessuna 'confort zone', anzi per affrontare l'emergenza covid tanti colleghi hanno pagato con la vita”.
Lello Di Somma, medico di base a Montesarchio, risponde così alla dirigente scolastica dell’istituto Moro di Montesarchio, Maria Patrizia Fantasia che in un post sulla sua pagina facebook ha evidenziato i disagi che i docenti hanno dovuto affrontare, indicandone tra i motivi la scelta di tanti medici di base di non voler effettuare i test presso i propri studi ma all’Asl di Sant’Agata de’ Goti.
Accuse che i camici bianchi rimandano al mittente: “Nessuno dei medici di base del territorio si è rifiutato semplicemente ci siamo organizzati per somministrare questi test, fornendo il servizio gratuitamente, presso l'Asl di Sant'Agata dei Goti dove, come è accaduto, nel momento in cui i test hanno rilevato delle positività, i soggetti sono stati immediatamente sottoposti a tampone con un risultato comunicato in sole 24 ore. Questo solo perchè la struttura ce lo consentiva, nei nostri studi sarebbe stato impossibile applicare questo protocollo in modo così veloce, senza contare che avremmo dovuto interrompere le attività ordinarie e nel caso di positivi chiudere lo studio”.
Sui test rapidi che hanno dato esito positivo poi specifica: nessuno di questi è risultato positivo al tampone, evidenziando falsi positivi al test rapido.
Ma sulla dirigente invece prosegue: “Sono sconvolto di quanto ha detto, un'istituzione dovrebbe riflettere prima di parlare, magari chiedere prima spiegazioni. Sono offeso che si sia scagliata contro una categoria, spero chieda scusa. Sto verificando se ci sono gli estremi per una denuncia. Anche l'ordine dei medici e tutte le categorie sindacali interverranno in modo drastico e spero che anche il provveditore agli studi voglia approfondire, almeno dal punto di vista conoscitivo, questa vicenda”. Infine chiude: “Quando vuole sono pronto ad un confronto pubblico, noi non ci fermeremo. La nostra dignità non può essere sveduta così”.
