Fiumi Tammaro e Calore, sopralluogo per la messa in sicurezza

Rummo e Barone ribadiscono il no all'impianto di rifiuti che dovrebbe sorgere in zona Asi

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Benevento.  

La messa in sicurezza dei fiumi Tammaro e Calore alla loro confluenza nei pressi di Ponte Valentino, in zona Asi, al centro di un sopralluogo congiunto tra la Provincia di Benevento e la direzione dell'Area di sviluppo industriale.
Questa mattina l'incontro tra i vertici degli enti, Antonio Di Maria e Luigi Barone, i tecnici e gli imprenditori Cosimo Rummo e Antonio Minicozzi, che hanno purtroppo sperimentato la furia distruttrice dell'acqua cinque anni fa, quando l'alluvione del 2015 creò pesanti danni alle loro aziende.

“Non possiamo più rimandare interventi che sono ormai di somma urgenza per la risagomazione del letto del fiume e la risistemazione degli argini. Soluzioni essenziali anche in vista dell'inverno, per non ripetere tragedie come quella del 2015. Necessario il dialogo con la direzione dell'Asi – ha dunque chiarito il presidente della Provincia, Antonio Di Maria – e con gli imprenditori per costruire un progetto nel migliore dei modi. Dobbiamo ragionare sulla prevenzione perché i danni di un'altra alluvione sarebbero irreparabili”.

“Scongiurare quanto accaduto nel 2015” è la prima cosa da fare anche secondo Luigi Barone, numero uno dell'Asi. “Salvaguardare aziende e posti di lavoro e mettere in campo azioni di manutenzione ordinaria e straordinaria”.
Idee condivise anche dagli imprenditori Antonio Minicozzi e Cosimo Rummo. Minicozzi ha avanzato l'idea di un progetto di manutenzione straordinaria articolato che coinvolga anche l'area cittadina, Rummo, invece, ha posto l'attenzione su uno studio in corso commissionato dalla sua stessa azienda. “Un'indagine – spiega – volta a stabilire cause ed effetti dell'alluvione del 2015 per evitare che possa ripetersi. Una volta ultimato sarà a disposizione della politica come punto di partenza”.
Un incontro in cui Barone e Rummo hanno ribadito il no deciso al biodegestore che dovrebbe insediarsi nella zona.
“La nostra posizione di contrarietà è chiara – ha spiegato Barone – per difenderla siamo pronti a rivolgerci al Tar”.

“Dalla conferenza di servizi già in corso sul tema si stanno raccogliendo pareri negativi verso l'impianto e non capisco come la a Energreen (l'azienda che propone l'impianto di lavorazione dei rifiuti) possa andare avanti. Certo se tutti i pareri sono negativi e la Regione concede l'autorizzazione si creerebbe una situazione imbarazzante. In ogni caso il 13 dicembre si chiuderà la prima parte della conferenza di servizi, nei sei mesi successivi la energreen proverà a superare le obiezioni, ma noi resteremo attentissimi e parteciperemo con Confindustria per vigilare e tutelare sulle aziende, i posti di lavoro, la città e l'agroalimentare”.