Se finora avete subìto disagi nella consegna della corrispondenza, il futuro non riserva nulla di meglio. Anzi: adesso c'è anche la benedizione dell'Autorità per le comunicazioni (Agcom) al piano presentato sul finire dello scorso anno da Poste italiane che prevedeva, tra le altre misure, la riduzione dei giorni di recapito.
Nel dettaglio, il riassetto promosso dall'azienda postale prevede l'allentamento dei precedenti vincoli sulla consegna quotidiana della corrispondenza, portando tale obbligo sancito dal servizio universale al recapito a giorni alterni. Misura che verrebbe applicata in particolare alle aree meno popolate del Paese, circostanza fortemente contestata dalle associazioni dei consumatori.
L'Agcom ha però giudicato percorribile la strada indicata da Poste italiane, ponendo unicamente vincoli sulla tempistica del nuovo corso. L'attuazione avverrà in tre step a partire dal 1 ottobre 2015 quando andrà in vigore una fase sperimentale che coinvolgerà non più dello 0,6 per cento della popolazione nazionale. A regime (febbraio 2017) la nuova metodologia di consegna toccherà un quarto della popolazione.
Ma al di là delle innovazioni formali introdotte da Poste italiane, va rilevato come già da tempo sul territorio sia in atto una evidente rarefazione delle attività svolte dal gestore del servizio universale, destinatario pertanto di consistenti contributi economici statali. Uffici postali cancellati, in special modo nelle realtà periferiche, e consegna della corrispondenza che non avviene affatto con cadenza quotidiana. I numeri snocciolati da Poste si scontrano con l'evidenza empirica dei milioni di utenti che si trovano a ricevere le consegne con notevole ritardo, fino ai casi limite, ma sempre più frequenti, di bollette e atti in scadenza recapitati a termine già oltrepassato.
In tale ottica pertanto il piano varato dall'azienda non fa altro che formalizzare quanto nei fatti sta già avvenendo, con buona pace dei cittadini utenti e contribuenti.
Paolo Bocchino
