Lascia un lavoro sicuro per vendere zucchine ai giapponesi

La storia di successo di “Borgo la Rocca”, azienda sannita guidata da un giovane imprenditore

Benevento.  

Lasciare una posizione lavorativa consolidata all'interno di un'azienda per dedicarsi all'agricoltura biologica, trasformando un terreno coltivato per il consumo familiare in un trampolino verso i mercati di tutto il mondo.

Non è mancato il coraggio a Nicola Mercurio, trentaquattrenne di San Nicola Manfredi titolare di “Borgo La Rocca”, azienda agricola sorta A Monterocchetta nel 2005 e diventata nel tempo un marchio commercializzato in tutta Italia e anche oltre i confini nazionali.

Ben oltre: se capitaste in una gastronomia nel cuore del Giappone potrebbe capitarvi di avere tra le mani un vasetto di ortaggi sott'olio con il marchio “Solleone Bio” proveniente proprio dal piccolo borgo sannita e confezionato a mano da agricoltori – imprenditori sannicolesi.

Ma facciamo un passo indietro per raccontare una storia di successo. Il percorso di Nicola “Nico” Mercurio parte dalla laurea a pieni voti in Scienze della Comunicazione. Muove i primi passi nel mondo del lavoro in un'azienda specializzata nell'innovazione tecnologica che lo assume.

Ma Nicola decide di sfidare la sorte. Un rischio meditato, in realtà: le certezze di oggi potrebbero non essere quelle di domani, e dipendere da un'azienda significa legare a doppio filo il proprio futuro lavorativo a quello della stessa attività. Perché allora non essere artefici fino in fondo del proprio destino?

“Tutto è partito – racconta il giovane imprenditore sannita – dai vasetti di sott'olio che mia madre, fedele alla plurisecolare tradizione locale, confezionava in casa. Sempre più spesso le capitava di ricevere commesse da parenti e amici che apprezzavano la qualità di quelle conserve artigianali. Così, spinto dalla voglia di sperimentare e di mettermi alla prova in un settore totalmente diverso da quello in cui lavoravo, ho lasciato la società presso cui ero impiegato e mi sono dedicato completamente a questa nuova avventura”.

Fare di un hobby un'attività remunerativa non è stato semplice. “Produrre col marchio biologico – spiega Mercurio - vuol dire essere sottoposti a numerose, rigide ispezioni da parte di svariati organi di controllo. Bisogna ciclicamente dimostrare che tutto quello che si produce è realmente frutto della natura, senza contaminazioni e inquinanti, lavorato nel pieno rispetto dei protocolli di settore. Gli adempimenti burocratici rappresentano una parte considerevole della mia attività. Ma bisogna riconoscere che è proprio in virtù di tale rigorosità nelle verifiche che possiamo fregiarci del marchio verde stellato che contraddistingue le produzioni autenticamente 'Bio' ”.

Sforzi che fin da subito hanno però prodotto significativi risultati: “Abbiamo cominciato – riferisce l'intraprendente professionista sannicolese - con la vendita presso clienti del posto. Le richieste erano numerose e con il tempo sono aumentate. Oggi abbiamo in portafoglio circa duecento clienti. Naturalmente la nostra non è una produzione illimitata. Non possiamo programmare delle quantità certe sulla produzione di pomodori e altri ortaggi perché non usando concimi e nessun tipo di additivo chimico è ovvio che il processo diventa meno controllabile. Però è altrettanto evidente che il consumatore che si rivolge a noi sa che avrà un prodotto completamente naturale e genuino. Una vera 'riserva di qualità'”.

Limiti quantitativi che non hanno però impedito a “Borgo la Rocca” di attirare l'interesse di investitori decisamente lontani dalle colline sannite: “Da tempo – riferisce con orgoglio Mercurio – mi ero attivato per promuovere i nostri prodotti in fiere di settore come la “Bio Fach”, la più importante esposizione internazionale dedicata al biologico che si tiene ogni anno a Norimberga. E' lì che i nostri interlocutori nipponici ci hanno contattato proponendoci di acquistare le nostre conserve per esportarle con il loro marchio 'Solleone Bio' che oggi è presente sugli scaffali di tutto il mondo”.

Un incontro importante che ha consentito all'attività sannicolese di fare il salto definitivo dalla consegna “porta a porta” ai mercati globali, dando la conferma al giovane titolare di aver intrapreso la strada giusta. Non facile, ma possibile: “E' un lavoro che dà enorme gratificazione ma molto impegnativo. Un vasetto di verdure sott'olio è il prodotto derivato da una filiera ricoperta interamente dalla nostra azienda. Dalla semina alla trasformazione, fino all'etichettatura, non c'è un solo passaggio che non venga svolto direttamente da me, mia madre e Rolando Rocco, ovvero il nostro nucleo familiare, nel laboratorio di Monterocchetta che presto amplieremo ricavando anche alcuni spazi per l'esposizione di cimeli storici. Questo garantisce la qualità dei nostri prodotti, e per farlo abbiamo semplicemente ripreso i processi che utilizzavano i contadini di un tempo”.

E passiamo infine in rassegna le specialità prodotte dal “Borgo la Rocca”: crema di asparagi selvatici, punte di asparagi selvatici, peperoncini ripieni, fave, fuoco del borgo (una gustosissima crema piccante), melanzane, zucchine, misto di verdure, fagiolini, cavolfiori e pomodori. Tredici prelibatezze che sarebbero rimasti scampoli di tradizione, gustosissimi ma non valorizzati, senza l'aggiunta di un ingrediente in più: un pizzico di sano spirito imprenditoriale.

Marianna D'Alessio