Taburno: quella montagna preda degli incivili

Montella, presidente comunità montana: «Gli ambientalisti devono aiutare: denuncino i vandali»

Benevento.  

 

Recinzioni divelte, rifiuti lasciati ovunque, tavoli distrutti. E' il triste bilancio che si presenta a un gruppo di appassionati della montagna, in cerca di frescura a Taburno. Se il refrigerio arriva però, arriva anche lo sconcerto per la situazione lasciata dagli incivili: `«Non venivamo da un po' qui su, ma è shoccante vedere in quale stato hanno lasciato la nostra montagna. Immondizia ovunque, attrezzature e reti distrutte... ammazzare così quella che dovrebbe essere una nostra immensa risorsa turistica è assurdo». Dalle foto inviate e dai sopralluoghi nella zona, effettivamente, lo scenario è poco edificante: chi è venuto qui per il consueto picnic estivo non si è curato di raccogliere i rifiuti, né di non sporcare, e si è accanito anche contro reti, staccionate, tavoli e panche. Per questo Ottopagine ha interessato della situazione il presidente della Comunità Montana, Montella, che ha analizzato: «L'inciviltà è sempre un problema, sotto questo punto di vista non posso che trovarmi d'accordo. Tuttavia, ci sono una serie di difficoltà oggettive. Gli ambientalisti e quelli che mandano foto ai giornali se vogliono essere davvero utili ci aiutino: segnino numeri di targa degli incivili, li denuncino, oppure dicano a noi chi sono e cosa fanno. Gridare allo scandalo e basta serve a ben poco». 

Montella poi analizza la situazione dal punto di vista burocratico, lamentando limiti che sono sopravvenuti nel tempo: «Sicuramente la burocrazia che è sopravvenuta nel tempo non ha fatto altro che limitare la manutenzione della montagna: tra comuni, Comunità Montana, Regione e altri enti si è creata una sovrapposizione tra istituzioni: e come spesso capita invece di far rete, di collaborare unendo le forze, prevalgono piccoli interessi di bottega e ci si fa la guerra. Questo è un altro limite»

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Cristiano Vella