Il coraggio degli operatori sanitari in prima linea contro il nemico invisibile. La forza dei malati, la pressione sostenuta dagli ospedali in un anno terribile.
Ha condensato il grazie e il plauso della comunità la celebrazione officiata oggi nella Parrocchia di Santa Maria di Costantinopoli per la Festa di San Giovanni di Dio, fondatore dell’Ordine ospedaliero, co-patrono di Benevento e protettore degli ospedali, dei malati ed, infine, degli operatori sanitari.
Un momento intenso grazie alle riflessioni dell'arcivescovo di Benevento, Felice Accrocca che ha presieduto la celebrazione in cui Fra Gian Marco Languez, Superiore dell’Ospedale Sacro Cuore di Gesù e il sindaco Clemente Mastella, come da tradizione, hanno rinnovato il dono dei “Ceri al Santo”, testimonianza del consolidato legame tra i Fatebenefratelli e la città. E a margine della celebrazione Clemente Mastella ha ribadito la necessità di controlli e attenzione imposti da questa “inevitabile” nuova zona rossa.
A seguire nel reparto di Radiologia del Fatebenefratelli di Benevento, il taglio del nastro e la benedizione del “Mammografo Digitale – Tomosintesi in 3D”. Un altro fiore all’occhiello per il servizio di Radiologia che aggiunge, alle apparecchiature già esistenti, questa tecnologia di ultima generazione importante nella prevenzione del tumore al seno. Si tratta di uno strumento che consente un’estrema accuratezza diagnostica nello scoprire e localizzare le lesioni mammarie grazie alla combinazione d’immagini acquisite a due dimensioni, a tre dimensioni e con tomosintesi tridimensionale multi-strato.
La tomosintesi, ha dichiarato Carmine Manganiello primario dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia del Fatebenefratelli, è una particolare tecnica mammografica che in modo similare alla Tomografia Computerizzata (TC) permette di ottenere una ricostruzione tridimensionale del contenuto delle mammelle, in cui forma, densità e contorni di eventuali lesioni sono meglio apprezzabili. “Va chiarito, innanzitutto, ha aggiunto il dott. Carmine Manganiello, che la mammografia resta allo stato attuale l’esame diagnostico principale per la prevenzione del cancro al seno. La Tomosintesi 3 D, pertanto, rappresenta l’ultima evoluzione della mammografia che introduce quello che era il parametro mancante, vale a dire la terza dimensione, cioè lo spessore.
Attraverso la rotazione ad arco del tubo radiogeno questa tecnica consente, come la Tomografia Computerizzata,di ottenere una serie di strati di circa 1 mm di spessore in cui vengono riprodotti i diversi piani di cui si compone la mammella evitando, in tal modo, la sovrapposizione delle strutture e dei tessuti.
Molti tumori, soprattutto quando sono di piccole dimensioni, si nascondono dietro il normale tessuto ghiandolare e diventano visibili solo quando raggiungono dimensioni decisamente maggiori. Questa tecnologia a strati sottili consente, quindi, di scoprili in fase precoce. La dose di radiazioni assorbita – ha concluso il Primario Carmine Manganiello - è la stessa della mammografia convenzionale”.
