“Ho l'impressione che ci stiano trattando come scarti sociali, ovvero come categorie abbandonate a se stesse. Sembra quasi che la crisi pandemica e sanitaria continui a guardare ai profitti e poco alle persone. Questo è un problema serio”. Pasquale Basile da settimane si batte con altri colleghi ristoratori affinchè vengano riconosciuti i loro diritti, di tornare a lavorare in sicurezza ma ormai è arrivato il momento di far rialzare le tante, troppe saracinesche chiuse: “L'emergenza sanitaria con le restrizioni in vigore da ottobre non si risolve – ha rimarcato Basile che da questa mattina presidia con tante altre persone di varie categorie il gazebo installato di fronte alla Prefettura – Le strade sono piene di gente, tanti negozi aperti e affollati poi il buio delle attività che invece sono costrette a restare chiuse nonostante nei mesi scorsi abbiano dato prova di riaperture sicure”. Una protesta che ha ormai raccolto l’adesione di Mio Campania, Commercianti e Autonomi Uniti; Associazione mercati rionali Benevento, Ana, Emergenza Benessere parrucchieri ed estetica e di una rappresentanza del settore spettacolo ed eventi oltre che al Gruppo Celebrity.
“Abbiamo avuto l'idea di metterci insieme alle altre categorie per chiedere a voce alta aiuti. Io ho l'impressione – ha rimarcato Basile – che ci stanno trattando come scarti sociali, come categorie secondarie. Noi chiediamo di poter lavorare per sostenere costi e spese. Decreto ristori studiato con tanti cavilli che impediscono di fatto di aiutare i più. E' ora che le istituzioni prendano posizione”.
Oltre al presidio dinanzi alla Prefettura di Benevento, anche gli ambulanti hanno manifestato. Hanno aperto regolarmente le proprie attività mettendo esposti, nell'area mercatale di piazza Risorgimento i capi di abbigliamento e altra merce che nelle zone rosse non si può vendere. Furgoni aperti e merce esposta. “Io apro” la scritta sui cartelli che campeggiano tra maglie, pantaloni per adulti, gonne e tanta altra merce che ovviamente non è stata venduta a quelle poche persone che hanno raggiunto le bancarelle convinte che il mercato rionale settimanale avesse riaperto i battenti.
“Non possiamo vendere questa merce ma aprendo, sistemando l'abbigliamento sui banchi vogliamo semplicemente attirare l'attenzione delle istituzioni – ha spiegato Felice Izzo che da oltre 20 anni lavora nei mercati nel Sannio -. Siamo stanchi di subire questa cattiveria, davvero non se ne può più. In alcuni negozi, mischiano i prodotti e vendono di tutto e per questo ci sentiamo presi in giro”. Altro capitolo sono invece i ristori: “Una presa in giro – ha concluso Izzo - a differenza di quelli elargiti dello scorso anno”.
Gli ambulanti hanno gradito la presenza di un rappresentante del Comune di Benevento presente nella piazza: “Ho colto con piacere l'invito di partecipare alla manifestazione – ha spiegato l'assessore al Commercio Alfredo Martignetti -. L'amministrazione non è una controparte in questa protesta ma è al fianco dei commercianti. La soluzione è quella di eliminare la zona rossa. Il comune non può decidere sulle norme emanate dal governo per le aperture e le chiusure quindi speriamo solo che ci sia una differenziazione dalle zone della regione dove il virus corre molto di più che nel Sannio”.
Comune in campo anche in maniera concreta per aiutare le categorie ormai sono esauste a causa delle chiusura che permane ormai da mesi: “Stiamo effettuando una ricognizione delle risorse per poi eventualmente intervenire con i posticipi del pagamento delle tasse comunali. Prorogare a dopo l'estate le scadenze imminenti”. A solidarizzare con i commercianti anche il sindaco di Benevento, Clemente Mastella che l'altro giorno aveva annunciato anche lo sciopero della Fame: “Lo avevo già detto al referente di Mio, Mario Carfora, – ha spiegato il sindaco – e lo faremo insieme se ci sarà il bisogno”.
