"Indispensabili sì, ma ancora senza ristori", è protesta FOTO

A Benevento in piazza i lavoratori Cgil, Cisl e Uil comparto agricolo, forestale e florovivaisti

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Benevento.  

Il boom registrato con le vendite del comparto agricolo non è certo corrisposto con la serenità dei lavoratori impegnati nell'agricoltura e nei settori della pesca, florovivaisti e forestali. Lavoratori stagionali, operai che solo per alcuni periodi dell'anno vengono chiamati nei campi per lavorare e vengono pagati dietro un compenso previsto da contratti stagionali, a giornate. Per queste categorie – si tratta di migliaia di lavoratori nel Sannio – l'ultimo decreto ristori non ha previsto aiuti. Ed è per questo che questa mattina sono scesi in piazza dietro le bandiere di Cgil, Cisl e Uil dei vari comparti e sono stati ricevuti dal prefetto Carlo Torlontano al quale hanno consegnato un documento con le richieste. Documento che sarà ora spedito a Roma con una lettera del massimo rappresentante delle istituzioni del Sannio.

“Lo stato non ha aiutato un settore importantissimo. È inconcepibile che anche con la seconda fase della pandemia il governo non aiuta queste persone” ha rimarcato Alfonso Iannace, segretario territoriale Fai Cisl Irpiania – Sannio.

“Ancora una volta non si applicano per tutti i lavoratori. Quelli del comparto agricoltura hanno ricevuto solo due ristori a marzo e aprile scorso” ha invece rimarcato Giancarlo Raffa della Uil lavoratori agricoli che rimarca anche un'altra differenza: “i lavoratori del settore alberghiero hanno ricevuto bonus per 6, 7mila euro a differenza dei 600 o 700 euro percepiti dagli operai agricoli, dai braccianti. Lo scorso anno – ha concluso Raffa – eravamo indispensabili. Oggi non più”.

Altro comparto in perenne crisi è quello dei forestali come ha voluto ribadire Angelo Franzese della Flai Cgil di Benevento: “Ancora oggi a loro negano un contratto ed è forse arrivato il momento di regolarizzare queste categorie una volta per tutte.

Tra le richieste dei sindacati al governo, in particolare, il riconoscimento per l'anno 2020 delle stesse giornate di lavoro del 2019 e l'introduzione del bonus per i lavoratori stagionali agricoli

Al termine dei sit-in i sindacati confederali hanno anche proclamato per il 30 aprile uno sciopero generale per protestare contro le iniquità contenute nel decreto Sostegni e per chiedere a governo e parlamento di modificarlo.