«Fumo hashish contro la depressione»

La storia di un beneventano e il suo rapporto non convenzionale di curare la malattia

Benevento.  

Godot, nome d’invenzione, e personaggio di un dramma costruito intorno all’attesa, è un uomo della provincia di Benevento, che dall’età di sedici anni, «controlla» la sua depressione «fumando hashish».  Nessuna novità, visto che da anni la ricerca internazionale avrebbe individuato nella marihuana, e in particolare nel principio attivo del Thc, un particolare effetto antidepressivo e antitumorale. Godot è in cura presso il Centro di Igiene Mentale. «Ho a che fare con psicologi, psichiatri e antidepressivi che regolano umore, appetito, tenendo alto il livello di serotonina: più è alto più è alto l’umore. Effetto simile lo provoca l’Mdma, (Ecstasy) dove in America si usa e sta andando. Sono fondamentalmente depresso. In passato c’è stato qualche specialista che mi ha dato del bipolare, chi dello schizofrenico. Per controllare la mia depressione, non parlo di cura, ma di controllo, fumo canne tutti i giorni, da quando mi sveglio fino alla sera, ma solo hashish. Teoricamente sarebbe sconsigliato, lo so. A questo si aggiunge il rischio di essere arrestati».

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Godot cominciò a stare male in seconda, terza media. «Iniziavo a diventare asociale, aggressivo, rabbioso, insicuro, mi isolavo, sempre di più. Converrebbe stare con gli altri, perché con gli altri puoi sempre avere una maschera, mentre con te stesso, da solo, no. E’ facile adattarsi agli altri, sentirsi allegri e spensierati. Quando sei da solo non hai modo di distrarti la mente da certi percorsi». 

Michele Intorcia