Quando un bravo medico sa anche essere una persona di cuore...

Il grazie di una paziente all'equipe di Senologia del S. Pio guidata dal dottore Pasquale Zagarese

quando un bravo medico sa anche essere una persona di cuore
Benevento.  

Una lettera accorata di una paziente che tocca il cuore e l'orgoglio di chi, in questi mesi difficili per via della pandemia, ha continuato a dedicarsi alle persone colpite da patologie importanti, a volte psicologicamente devastanti. Storie che specialmente di questi tempi fa piacere raccontare.

Ancora un attestato di stima ed un ringraziamento speciale arriva alla direzione generale del “San Pio”, guidata dal manager Mario Nicola Vittorio Ferrante, per dare merito al direttore dell'Unità operativa complessa di Senologia, il dottore Pasquale Zagarese, ed alla sua eccellente equipe per le riuscitissime cure e l’accurata ed amorevole assistenza ricevuta presso il nosocomio sannita.

Una lettera con parole speciali e di lode scaturite dal cuore per l’esimio “primario”, a testimonianza di una robustissima stima maturata, non sulla condivisione di teorie astruse, ma alla luce, alla prova delle superlative e risolutive cure ricevute.

In casi come questi, nei quali, dopo aver temuto per la propria esistenza, si è ritrovato il sole della vita e la fiducia nell’avvenire, le parole si caricano ragionevolmente di una forza che le rende sostanza, che si materializza e si identifica in una persona dalle molteplici qualità professionali ed umane di “medico bravo, scrupoloso, rispettoso, disponibile, equilibrato, competente con una fama professionale nel suo campo che ampiamente lo precede”.

La bravura ed il successo all’uomo di autentico valore non fanno dimenticare quella dimensione umana che sul carro di gloria veniva rammentata ai generali romani al ritorno da una conquista, sicché “il dottore Pasquale Zagarese è soprattutto una persona: la sua carica di umanità e la sua delicatezza nelle parole e nei comportamenti con i pazienti sono commoventi”.

Una “cortesia ed una bravura che pervade tutta la squadra che lavora negli ambulatori, nella sala operatoria e nel reparto guidato da Pasquale Zagarese”.

Si comprende, pertanto, che la paziente si dica giustamente “contenta di non essere migrata al Nord per la diagnosi e le cure del mio caso, come spesso vedo fare senza esitazione da parte di tanti pazienti chirurgici – oncologici del posto. A oggi ho avuto fiducia negli specialisti del mio territorio e sono stata ben premiata: questo aspetto e il sostegno costante della mia famiglia sono la mia ricetta perfetta per trovare la luce in fondo al tunnel”.