Quei locali pieni e la vita che esplode

Quel "Ci andiamo a prendere una birra?" che sa ancora di carbonaro

quei locali pieni e la vita che esplode
Benevento.  

Non c'era un posto, domenica sera, tra quelli all'aperto dei bar, dei pub e dei locali di Benevento e dei centri più popolosi del Sannio. La bella giornata, il caldo, i dati covid in calo e il quadro era quello di una bella domenica di maggio, di quelle che l'estate è una speranza, le giacche un fastidio e un bacio dietro l'angolo. Insieme finalmente, coi locali che finalmente lavorano: ripianare il disastro di oltre un anno orribile sarà difficilissimo, per ora vederli pieni va bene. Pieni nel rispetto di regole anticovid, distanziamenti e normative: la delazione, si sa, è pur sempre dietro l'angolo e sia mai esaltare la vita che si celebra senza un “ricordati che devi morire” d'ordinanza. 
Un bel vedere quei locali pieni, quelle passeggiate e i centri che tornano a ospitare persone: naturalmente con le mascherine, naturalmente a distanza perché il virus c'è e fa danni, ma è parso un segnale di speranza. Di speranza e di esasperata voglia di tornare a una vita in cui “ci andiamo a prendere una birra?” non ha più né la malinconia proustiana di un tempo perduto né il brivido del carbonaro. Certo, non sarà un'estate normale: sarà con la mascherina, col distanziamento, con il termometro a “sparare” chi entra, con i percorsi obbligati per entrare in spiaggia e per uscire: ma si spera offrirà i primi spunti di normalità. E poi, con una campagna vaccinale che deve andare veloce e i dati che sembrano suggerire che anche la terza ondata è in fase calante, c'è da augurarsi che quei pub pieni tornino a non essere più colpo d'occhio interessante, ma banale consuetudine, così come quei ragazzi che prendono a morsi i loro panini, pronti a fare lo stesso con la vita.