Dieci anni fa 26 milioni di italiani grazie ad un referendum decisero che la risorsa acqua doveva restare pubblica e che non si potevano fare profitti con un bene così primario e prezioso. Una volontà referendaria che a distanza di anni è rimasta tale: solo una volontà e niente più.
Per celebrare il decennale di questa stortura che calpesta una bella pagina di democrazia oggi anche a Benevento è andata in scena una manifestazione per chiedere a gran voce che la politica finalmente si occupi della vicenda e dia seguito a quella volontà. Ad organizzarla è stata il Comitato Acqua Bene Comune che aveva inoltrato l'invito anche ai sindaci sanniti e al presidente della Provincia. Nessun amministratore era presente al banchetto installato dinanzi alla Prefettura. Presenti i sindacati, con la Cgil e Usb ed alcuni movimenti politici come CivicA, Civico 22 e Potere al Popolo.
Assenza di amministratori rimarcata da Giovanni Seneca, presidente del Comitato civico Acqua Bene Comune che punta dritto e nonostante l'assenza e a gran voce chiede alle persone di mobilitarsi affinchè la volontà popolare espressa dieci anni fa con un referendum venga rispettata.
Appello rilanciato da padre Alex Zanotelli intervenuto alla manifestazione: “La politica di nessun partito o colore si è fatta carico della volontà espressa dagli italiani e allora serve solo una mobilitazione popolare forte”. Il padre comboniano ha poi ricordato i quesiti approvati dal popolo con la massima espressione di democrazia e lo ha fatto dopo aver ringraziato il comitato: “Benevento ha lavorato bene su questo fronte ma a 10 anni dal referendum nessuno ha mai voluto mettere in pratica i due quesiti: l'acqua deve uscire dal mercato e non si può fare profitto sull'acqua e 26 milioni di italiano hanno votato in favore di questi quesiti e nonostante ciò la politica non riesce a dare seguito a quella volontà, il tradimento totale. La politica oggi è prigioniera delle banche e della finanza che oggi sa bene quanto l'acqua rappresenti il bene supremo che non è più il petrolio”. Ed è per questo motivo che secondo padre Zanotelli: “Si punta alle piccole multinazionali dell'acqua in Italia che avranno i soldi per prendere l'acqua del sud e gestirla anche per il Nord dove l'acqua è ormai poca”. Al centro della manifestazione anche un secondo referendum che però è ancora bloccato nonostante le tante firme raccolte a Benevento “dove – ha spiegato ancora Seneca - gli schiaffi alla volontà popolare sono due, perché è stata negata la celebrazione del referendum consultivo richiesto da 3.285 elettori e proposto dal Comitato Sannita Abc con il sostegno della Diocesi di Benevento. Con il referendum avremmo voluto sapere il 30 giugno 2022 cosa accadrà a Benevento, ovvero l'acqua sarà gestita ancora da Acea - Gesesa o se come ha sancito il referendum tornerà ad essere pubblica. Il comune di Benevento non ci ha dato questa possibilità nonostante le tante sottoscrizioni depositate”.
Tema dell'acqua che entrerà sicuramente nella campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale a Benevento. L'amministrazione eletta, infatti, a giugno del prossimo anno si dovrà occupare della questione: “Abbiamo intenzione di promuovere un dibattito pubblico e alle persone che scenderanno in campo per le elezioni per capire le loro intenzioni”.
