Sul caso dei pini di Viale Atlantici, dopo l'annullamento del sequestro, interviene l'avvocato Luca Coletta per il Comitato “Giù le mani dai pini”: «Alla notizia del dissequestro dei pini disposto dal Tribunale del Riesame, l’assessore all’ambiente,
avv. Giorgione, ha diffuso con celerità e trionfalismo un comunicato stampa
celebrativo di un presunto “grande risultato” per il Comune, In realtà sequestro o non sequestro, condanna o meno degli indagati, la questione rimane immutata».
Secondo il comitato le piante da abbattere sarebbero nell'ordine di poche unità: «Stando alle perizie - in uno al dato empirico per cui, da quando è scattato oltre due anni e mezzo fa il procurato allarme rosso, non è caduto alcunché - i pini passibili di abbattimento sono nettamente meno (sedici) rispetto ai paventati 350 e di questi diversi sono giovani e di piccole dimensioni, con buon pace della “fine del ciclo vitale”.
Insomma per l’amministrazione c’è solo da ammettere, con dignità e intelligenza, un’evidente sconfitta».
E per giunta la questione sarebbe da ascrivere anche alla mancata cura del verde cittadino, secondo il Comitato: «Non solo, ma siffatta situazione, stando sempre alla perizie, è conseguenza esclusiva di un scarsa, o meglio del tutto assente, corretta manutenzione.Se si fosse impiegata nella cura la decima parte del tempo perso a dare la caccia con la motosega tra i denti agli alberi da eliminare, procedendo al censimento del verde cittadino, alla redazione del Piano del Verde e del Bilancio Arboreo e riorganizzando il relativo servizio comunale con dirigenti, personale e ditte competenti, forse oggi se ne dovrebbe abbattere un numero ancor più risibile! Per quanto ci riguarda, continueremo a chiedere ostinatamente - non mancando di tenereaggiornate le Autorità Giudiziarie su reiterate omissioni ed eventuali danni a cose, persone e piante - che amministratori e dirigenti comunali facciano, finalmente, il loro dovere, dando corso all’adozione di tutte le misure volte alla corretta manutenzione e salvaguardia delle alberature, nel rigoroso rispetto della legge, dei regolamenti, dei criteri minimi ambientali, nonché delle migliori e aggiornate pratiche di arboricoltura, incluse quelle indicate nella relazione del consulente del Comune».
