Un giallo da detective di storia dell’arte, un furto di quadri di inestimabile valore e il fortunato ritrovamento a Venezia, dopo cinque anni, in un garage di un disoccupato. Sono questi gli ingredienti di una vicenda a dir poco rocambolesca, e a dir la verità contornata da qualche cono d’ombra, che riguarda una delle opere più famose del celebre pittore Giuseppe Gaetano De Nittis, (Barletta, 25 febbraio 1846 – Saint-Germain-en-Laye, 21 agosto 1884), vicino alla corrente artistica del verismo e dell’impressionismo. Il quadro in questione è “La traversata degli Appennini”, che, secondo il pittore napoletano e detective dell’arte Bruno Fermariello, ritrae, quasi certamente, un paesaggio irpino del 1867.
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«Quale punto preciso del nostro paesaggio meridionale ha colto il pittore barlettano nella sua struggente “Traversata degli Appennini”? – domanda Fermariello-. Ma, è come cercare un ago in un pagliaio, mi direte. In parte è così, però non disperiamo. In fondo De Nittis nel 1867 per andare da Napoli a Barletta non aveva da percorrere che una sola strada: l’antica strada Regia che da Napoli, attraversando la provincia irpina, raggiungeva le Puglie. Tenete conto che il paesaggio che nel quadro si intravede avvolto nella nebbia è un paesaggio collinare, ben coltivato; escludiamo dunque dalla nostra ricerca tutte le zone montuose attraversate dall’antica strada, vale a dire la valle di Monteforte o quella di Bovino e concentriamoci soltanto su quel tratto di strada a metà del cammino, in sostanza tra Pratola Serra e Ariano Irpino, dove per giunta era anche prevista una sosta, della quale avrà certamente approfittato il nostro pittore per dipingere il quadro. Buon viaggio dunque e buon Google maps». L’ipotesi-risposta di Bruno Fermariello all’enigma si rivelerà in seguito.
Nel frattempo anche i lettori potranno suggerire la loro ipotesi inviando una mail a Ottopagine. Si era poi accennato ad un furto.
Ebbene i quadri di De Nittis “La traversata degli Appennini”, "Il casale alle Porte di Napoli" e "Il caffè", assicurate per circa 2 milioni di euro, cifra nettamente inferiore al loro prezzo di mercato (fonte la Repubblica), furono rubate il 25 giugno del 2005 al ritorno da una mostra itinerante a Roma e Milano e dirette al Museo di Capodimonte. Erano custodite su un automezzo della "York Fine Transport" per essere riportati a Napoli. A bordo del furgone, Mustafa Ahmd Gamal Ewdim, egiziano, 42 anni, e Pintlei Petru Sori Vornicemi, 31 anni, di Rovigo. I due, all’epoca dei fatti, partirono dal capoluogo lombardo alla volta di Roma dove consegnarono dei quadri. Poi, così hanno raccontato agli agenti del commissariato San Carlo all' Arena, si sono diretti a Napoli per arrivare all' Hotel Domitiana, a Fuorigrotta. Il furgone non fu, però, parcheggiato in un garage custodito, ma all' esterno dell'albergo, in viale Kennedy. I due si sarebbero accorti solo alla consegna delle tre opere, all' esterno del Museo di Capodimonte, che il portellone era stato forzato. Ma dopo cinque anni, (fonte Barlettaviva), il 14 febbraio del 2010, la polizia giudiziaria della procura della repubblica di Venezia e del nucleo Tutela Patrimonio Culturale, recuperano nel capoluogo veneto due quadri del pittore barlettano: "La Traversata degli Appennini" e "Casale nei dintorni di Napoli". Responsabile del furto un veneziano disoccupato che nascondeva i preziosi quadri nel garage della sua abitazione. Entrambe le opere, in seguito, furono infoderate e sottoposte ad un intervento di restauro.
Michele Intorcia
