Capitale cultura: Benevento esclusa "una schifezza... amichettismo politico"

Il sindaco Mastella non ci sta: "conta non il monacoma l'abito... e deve essere di centro destra"

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Benevento.  

“E' una schifezza, quello che hanno fatto. E ancora una volta lo avevo previsto”. Clemente Mastella non ci sta. Benevento, con il suo progetto “Attraversare l'invisibile”, resta al palo per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028.

In Campania passa solo Mirabella Eclano, si fermano tutte le altre: l'Unione dei Comuni della Città Caudina, e Sala Consilina
Le dieci finaliste sono:

  • 1. Anagni (FR) – Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce
  • 2. Ancona – Ancona. Questo adesso
  • 3. Catania – Catania continua
  • 4. Colle di Val d’Elsa (SI) – Colle28. Per tutti, dappertutto
  • 5. Forlì – I sentieri della bellezza
  • 6. Gravina in Puglia (BA) – Radici al futuro
  • 7. Massa – La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia
  • 8. Mirabella Eclano (AV) – L’Appia dei popoli
  • 9. Sarzana (SP) – L’impavida. Sarzana crocevia del futuro
  • 10. Tarquinia (VT) – La cultura è volo

E il sindaco di Benevento che in fase di presentazione aveva auspicato “Spero che ci si fermi a qualificazioni e titoli senza far pesare elementi partitici” ora conferma. “Era accaduto anche con Pordenone (ndr proclamata Capitale italiana della Cultura per il 2027 ) e anche questa volta è andata in maniera analoga. Nove finalisti su dieci – incalza Mastella – sono comuni governati da amministrazioni di centrodestra e dunque come diceva Andreotti “a pensare male si fa peccato ma si spesso indovina. Anche stavolta – chiosa - ho indovinato”.


E poi aggiunge "Al gala della capitale della Cultura conta non tanto il monaco, quanto l’abito: e il colore deve essere di centrodestra. Più che una deduzione, a me pare una certezza: i quattro capoluoghi che entrano nel novero delle dieci finaliste sono tutti di centrodestra, come sono di centrodestra nove delle dieci finaliste. Il sospetto, più che tale, è che al Collegio Romano guardino, oltre ai dossier e alla levatura storica-culturale, anche all’amichettismo politico. Questo è quello che traspare, in maniera direi anche svergognata…”.
“Quanto a noi ci avevamo provato. Ringrazio i molti, dai miei collaboratori alle associazioni, che hanno dedicato tempo, impegno e passione. Tre ingredienti che possono non essere sufficienti, se il metro è diverso. E sembra proprio di sì” chiude Mastella.