Capitale Cultura: Città Caudina resta al palo "rivedere il meccanismo"

La riflessione di Massaro ideatore della candidatura Unione Città Caudina

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Benevento.  

Continua a suscitare delusione l'esclusione dei comuni in corsa per il riconoscimento di Capitale Italiana della Cultura 2028. Dopo le vibranti polemiche del sindaco di Benevento Clemente Mastella, di simile tenore è pure l'intervento di Andrea Massaro da Luzzano, ideatore e promotore della Candidatura a Capitale della Cultura 2028 dell'Unione dei Comuni della Città Caudina che pubblichiamo di seguito.

“Non ha superato il vaglio della commissione esaminatrice il dossier predisposto dall’esimio (o dagli esimi) – proprio nel senso del termine latino eximius, e cioè “straordinario”, “di rare qualità”, “egregio” - “Progettista europeo” per entrare tra le dieci città finaliste per la scelta della Capitale della Cultura per il 2028.
Ora per tre anni i comuni caudini non potranno aspirare a ricandidarsi per tale evento, a meno che le regole attuali non verranno cambiate. Personalmente ritengo che vada rivisto l’intero meccanismo del bando alla candidatura, in quanto sembra che la scelta ricada più per ragioni politiche di appartenenza che per le ragioni derivanti dalla specificità del bando ministeriale.
In questa tornata il limite è stato smaccatamente superato: tra le dieci finaliste, ben otto città sono guidate da amministrazioni del centro destra, mentre una sola, Cesena, appartiene alla sinistra che concorreva tra l’altro con Forlì, anch'essa di centrodestra.
In Campania l'unica a superare la fase è Mirabella Eclano, in provincia di Avellino.
Viene esclusa la stessa Benevento che ha partecipato con un autentico progettista, il professor Albergoni, già vincitore per Agrigento 2025.
Tutto questo deve far riflettere.
Se ci fosse stata la capacità di unirsi in una sola candidatura, il nostro territorio avrebbe avuto la forza di poter esprimere un risultato più solido e credibile.
E su questo molte cose potrei raccontare, di come, cioè, l’eccessivo protagonismo possa prevalere su una idea funzionale per tenere alta l’asticella verso un rinnovato sviluppo di risorse e di idee per la Valle.
La notizia è giunta insieme a un’altra ancora più preoccupante, l’esclusione di diversi comuni caudini dalle Comunità Montane. Essa va ad aggiungersi alle numerose problematiche che rendono sempre più la Valle Caudina un territorio di sviluppo mancato, abbandonata, dove le promesse abbondano, ma sostanzialmente disunita e senza nessun peso politico.
Basterebbe allora solo guardarsi un attimo indietro e scoprire le manie di protagonismo di chi non lo è mai stato: “vaste programme”, per dirla con De Gaulle.
“L’impresa non è difficile” si disse. “Certo, basterebbe essere immortali per condurla a termine”.
Allora la si può portare a termine leggendo il don Chisciotte, immaginando che il capolavoro di Cervantes sia stato scritto per voi.
Cari Caudini, essendo figlio di questa terra, vi porgo un saluto fraterno e caro. Ricordo a me stesso e a tutti voi che questi sono i tempi in cui le mediocrità trionfano. Al contempo vi esorto a leggere qualche riga del Leopardi delle Operette morali: “Stomacato e scoraggiato dalla mediocrità che n’assedia e n’affoga a pietà di tanta miseria umana”. Ma, essendo un lavoratore del teatro, voglio lasciarvi con una frase strabiliante di William Shakespeare, tratta dal Re Lear: “Brutti tempi, quando i pazzi guidano i ciechi” ”.