"Non l’ambiente scolastico in senso stretto, quanto piuttosto ambiti esterni: luoghi di aggregazione ed aree limitrofe, correlati al fenomeno della movida, laddove si registra una crescita del fenomeno della diffusione delle armi da taglio".
È qui che crescono gli episodi di violenza giovanile a Benevento.
"Esaminare i fenomeni di illegalità negli istituti scolastici provinciali e individuare idonee azioni di prevenzione e contrasto, alla luce della recente direttiva congiunta del Ministro dell’Interno e del Ministro dell’istruzione e del merito" è stato il tema del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal Prefetto di Benevento, Raffaela Moscarella, a cui hanno preso parte oltre ai vertici delle Forze dell’Ordine, il Vice Sindaco di Benevento, referenti dell’Ufficio Scolastico Regionale e dell’ASL di Benevento.
Nel corso dell’incontro sono stati analizzati i dati relativi alla criminalità minorile nella provincia.
Dunque il Comitato ha condiviso una strategia complessiva "volta sia a porre in essere iniziative di prevenzione educativa e sociale, sia ad attuare interventi di controllo mirati in base alle esigenze emerse dalle segnalazioni che pervengono dal territorio.
E’ stato previsto, in particolare, un confronto con la comunità scolastica attraverso la convocazione di un prossimo incontro, che si terrà in Prefettura con i dirigenti degli istituti scolastici provinciali, e la partecipazione dell’Ufficio scolastico regionale e dell’Asl di Benevento, volto a condividere strumenti e metodi per intercettare e segnalare tempestivamente le situazioni di disagio che potrebbero sfociare in comportamenti violenti o in altre forme di illegalità, così da consentire l’immediata attivazione dei servizi competenti. Resta ferma la possibilità, laddove i dirigenti scolastici comunichino situazioni di particolare gravità, di attivare controlli mirati presso gli istituti interessati.
Attraverso la scuola si cercherà anche di veicolare un messaggio di sensibilizzazione delle famiglie affinchè ove vengano a conoscenza attraverso i propri figli di comportamenti intimidatori perpetrati nei contesti giovanili, interessino sollecitamente le Forze dell’Ordine che, a loro volta rafforzeranno ancor più le attività di controllo e vigilanza già in essere con particolare riferimento ai luoghi della movida che insistono in città e nella provincia".
