Trasporto pubblico locale nel caos a Benevento: la mattinata si è aperta con disagi pesanti per l’utenza e tensioni crescenti tra i lavoratori. Dieci autobus sono stati costretti a rientrare al deposito dopo essere entrati in servizio, interrompendo diverse corse a causa di problemi tecnici. Un episodio che rappresenta solo l’ultimo segnale di una situazione ormai critica.
Alla base dei disservizi, ci sarebbero gravi inefficienze legate alla manutenzione dei mezzi, con carenza di pezzi di ricambio e condizioni non adeguate anche sotto il profilo della pulizia. Circostanze che, oltre a creare difficoltà operative per gli autisti, incidono direttamente sulla qualità del servizio offerto ai cittadini.
Il clima tra i lavoratori è teso. La Filt CGIL, attraverso il rappresentante Giuseppe Anzalone, ha annunciato l’avvio dello stato di agitazione al termine di un’assemblea con il personale. "Abbiamo deciso insieme di intraprendere un percorso di mobilitazione – spiega – avviando le procedure di raffreddamento e informando Prefettura, forze dell’ordine e Comune".
Un presidio di lavoratori testimonierà le difficoltà che stanno vivendo nei pressi dell'azienda.
Sul tavolo non c’è solo l’emergenza quotidiana legata ai mezzi, ma anche una vertenza più ampia che riguarda il futuro del servizio e dei lavoratori. Al centro della questione il passaggio dei dipendenti dall’attuale gestione Trotta Bus Services alla AIR Campania, un processo atteso da tempo ma ancora bloccato da difficoltà di comunicazione tra le aziende coinvolte.
Non meno rilevante la questione previdenziale: secondo il sindacato, le trattenute relative al fondo Priamo verrebbero regolarmente effettuate in busta paga senza però essere versate, alimentando ulteriore malcontento tra i dipendenti. A questo si aggiunge l’incertezza sul futuro occupazionale e professionale, in un contesto già aggravato dall’aumento del costo della vita, a partire dal caro carburanti.
"Serve un’assunzione di responsabilità chiara da parte del Comune – incalza Anzalone – capace di mettere attorno allo stesso tavolo tutti gli attori: azienda uscente, azienda subentrante e Regione". L’obiettivo, ribadiscono le organizzazioni sindacali, è garantire la continuità occupazionale e definire con chiarezza il percorso di transizione, comprese eventuali riqualificazioni del personale.
