Alta Velocità Napoli–Bari, completata la Galleria Rocchetta

Entro l’estate è previsto l’avvio dello scavo della Galleria Melito

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Benevento.  

Proseguono a ritmo sostenuto i lavori per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Napoli–Bari. Un traguardo significativo è stato raggiunto con il completamento dello scavo della Galleria Rocchetta, la più lunga tra le tre previste nel lotto Apice–Hirpinia.

Lunga circa 6,5 chilometri e situata tra le province di Avellino e Benevento, l’opera rappresenta una delle sfide ingegneristiche più complesse dell’intero tracciato, sia per le caratteristiche morfologiche del territorio sia per la variabilità geologica incontrata durante i lavori. Lo scavo è stato eseguito dalla TBM “Futura”, operativa senza interruzioni 24 ore su 24, che ha completato l’avanzamento in circa 18 mesi, con una media di 16 metri al giorno e punte superiori ai 29 metri. Complessivamente sono stati installati oltre 32.500 conci prefabbricati per il rivestimento definitivo. I lavori sono stati affidati da Rete Ferroviaria Italiana, con la direzione di FS Engineering, al gruppo Webuild. La Rocchetta rappresenta il secondo tunnel completato nel lotto, dopo quello di Grottaminarda; entro l’estate è previsto l’avvio dello scavo della Galleria Melito.

Un’infrastruttura strategica per il Paese

La linea AV/AC Napoli–Bari, inserita nel Corridoio europeo TEN-T Scandinavia–Mediterraneo e sostenuta anche da fondi PNRR, si estenderà per 145 chilometri complessivi, includendo 15 gallerie, 25 viadotti e 20 tra stazioni e fermate. Una volta completata, consentirà di ridurre drasticamente i tempi di percorrenza: circa 2 ore tra Napoli e Bari (contro le attuali 4) e 3 ore tra Roma e Bari.

Durante la cerimonia di abbattimento dell’ultimo diaframma ad Apice, l’amministratore delegato di RFI, Aldo Isi, ha sottolineato il valore dell’opera: “Oggi mettiamo un ulteriore tassello verso il completamento della Napoli-Bari. È un’infrastruttura strategica, frutto di un grande lavoro di squadra, iniziato dieci anni fa in un territorio complesso”. Isi ha inoltre ricordato che il completamento dell’intera linea è previsto entro il 2029 e che già entro il 2026 saranno attivati oltre 30 chilometri di nuovi binari raddoppiati.

L’avanzamento dei lavori lungo la tratta

L’intero itinerario Napoli–Bari vede cantieri attivi su più fronti. Tra i risultati già raggiunti, l’attivazione – in due fasi – del lotto Cancello–Frasso Telesino (circa 16,5 km), oltre al completamento della tratta Napoli–Cancello. In fase avanzata anche i raddoppi Frasso–Telese e Telese–Vitulano, con 7 delle 8 gallerie previste già ultimate. 

Un'opportunità per le aree interne

Durante l’evento, il sindaco di Apice, Angelo Pepe, ha evidenziato il valore dell’opera per le aree interne: “Questa infrastruttura rappresenta un’opportunità di crescita e coesione. Le aree interne non chiedono privilegi, ma equità”. Pepe ha però richiamato l’attenzione anche sui disagi viari legati ai cantieri, sottolineando la necessità di un maggiore impegno istituzionale e di un sistema integrato di collegamenti.

Per Nicola Meistro, vice presidente operativo webuild, si tratta di “una giornata simbolica e di grande importanza”, che testimonia un risultato tecnico significativo ottenuto in tempi rapidi nonostante le difficoltà geologiche.

"I lavori hanno una durata stimata di completamento nel 2029 e quindi siamo come dire in dirittura d'arrivo", ha spiegato l'amministratore delegato di Rfi, Aldo Isi,  sottolineando che "questo è un lavoro che e' cominciato 10 anni fa, sono lavori complessi in un territorio particolarmente delicato e particolarmente difficile da attraversare".

Sulla stessa linea il presidente della Provincia, Nino Lombardi, che ha ribadito come “la mobilità sia una precondizione fondamentale per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio”.

Dal Governo, il sottosegretario Tullio Ferrante ha definito l’abbattimento dell’ultimo diaframma “un passo decisivo per il completamento dell’opera”, sottolineando il ruolo strategico della linea nel ridurre i divari infrastrutturali e rafforzare la competitività del Mezzogiorno.