Emergenza ambientale Benevento: i cittadini scrivono al Prefetto

Un appello pubblico per chiedere risposte sui preoccupanti fenomeni che si stanno registrando

emergenza ambientale benevento i cittadini scrivono al prefetto
Benevento.  

Un appello pubblico rivolto al Prefetto di Benevento affinché le istituzioni garantiscano trasparenza, informazioni chiare e un confronto tra tutti gli enti competenti dopo i recenti episodi che hanno alimentato la preoccupazione dei cittadini. Il documento, promosso dal Comitato Contrade Benevento Nord per la tutela del territorio – No Bess e sottoscritto da altri residenti di diverse zone della città (tra rione Ferrovia – Centro Storico - Contrade Nord – Rione Mellusi – Zona Capodimonte), chiede risposte sulla qualità dell'aria, sulle anomalie registrate lungo il fiume e sulle possibili ricadute per la salute pubblica, ribadendo la necessità di riportare il bene comune al centro dell'azione istituzionale.

Signor Prefetto,
Le scriviamo perché siamo profondamente preoccupati e profondamente sfiduciati.
Preoccupati per ciò che sta accadendo nel nostro territorio. Sfiduciati perché, nonostante anni di segnalazioni e gli allarmi lanciati in questi giorni, continuiamo ad avere la sensazione che nessuno sia realmente in grado di fornire ai cittadini risposte certe.
Abbiamo assistito a fatti che non possono lasciarci indifferenti: presunti sversamenti nel fiume, schiuma anomala, moria di pesci, un odore nauseabondo che rende difficile perfino respirare e che si aggiunge ai miasmi che da anni interessano vaste aree del nostro territorio.
Molti cittadini lamentano bruciore alla gola, nausea, irritazioni e malesseri. Di questi episodi esistono segnalazioni alle forze dell'ordine. Non abbiamo gli strumenti per stabilire se vi sia un collegamento tra questi fatti, ma abbiamo il diritto di sapere se l'aria che respiriamo è sicura e se quanto sta accadendo rappresenti un rischio per la salute pubblica.
Sappiamo che sulla vicenda del fiume è in corso un'indagine. Ne rispettiamo il lavoro e comprendiamo il necessario riserbo. Ma le indagini possono richiedere mesi o anni e noi non possiamo aspettare tutto questo tempo per sapere se possiamo continuare a vivere serenamente nelle nostre case.
Qualcuno deve parlare ai cittadini. Qualcuno deve spiegare, con dati scientifici alla mano, cosa sta accadendo, se il tanfo che respiriamo sia normale, se la moria dei pesci rappresenti un episodio isolato e se la salute della popolazione possa essere messa a rischio.
Per questo ci saremmo aspettati una parola da parte di enti che possiedono competenze scientifiche e sanitarie, come l'Università degli Studi del Sannio e l'ASL. In un momento di così forte preoccupazione, il loro contributo sarebbe stato fondamentale per aiutare i cittadini a comprendere la situazione. Invece, almeno sul piano pubblico, è calato il silenzio.
Sappiamo che è stata avanzata la richiesta di convocare un Consiglio comunale aperto per discutere di quanto sta accadendo. Temiamo però che anche questa richiesta venga rinviata o che, se accolta, finisca per trasformarsi nell'ennesimo confronto tra maggioranza e opposizione.
Noi non abbiamo bisogno dell'ennesimo scontro politico.
Abbiamo bisogno che qualcuno rimetta al centro il bene comune.
Alla preoccupazione si aggiunge una crescente sfiducia. Da troppo tempo assistiamo a un continuo rimpallo di competenze tra Comune, Provincia e Regione, mentre il nostro territorio continua a convivere con criticità ambientali, con i miasmi, con un progressivo consumo di suolo agricolo e con la sensazione di essere stato abbandonato.
Signor Prefetto, il nostro non è un atto di accusa. È un grido d'allarme.
Le chiediamo di dimostrare che lo Stato c'è ancora.
Non Le chiediamo di sostituirsi alla magistratura. Le chiediamo di fare ciò che riteniamo rientri pienamente nel Suo ruolo: convocare tutti gli enti competenti, promuovere un confronto pubblico, pretendere la massima trasparenza e garantire ai cittadini informazioni chiare, verificabili e tempestive.
Le chiediamo di far sedere allo stesso tavolo Comune, Provincia, Regione, ASL, ARPAC, Università degli Studi del Sannio e tutti gli altri soggetti competenti, affinché ciascuno si assuma le proprie responsabilità e restituisca ai cittadini la fiducia che oggi stanno perdendo.
Il nostro territorio non può più aspettare.
Le indagini seguiranno il loro corso. Ma i cittadini hanno diritto, oggi, a sapere se possono respirare serenamente, se il loro fiume è sicuro e se chi è chiamato a tutelare la salute pubblica sta facendo tutto il necessario.
Se anche questo ennesimo appello dovesse cadere nel vuoto, saremo pronti a promuovere iniziative pubbliche e civili, nel pieno rispetto della legge, affinché questo grido d'allarme non venga ancora una volta ignorato.
Confidiamo che Lei voglia dimostrare ai cittadini del Sannio che lo Stato è ancora presente e che la tutela del bene comune, della salute e dell'ambiente rappresenti davvero la priorità delle istituzioni.