“Ho fatto quanto era in mio potere e nelle competenze del Comune denunciando la situazione ai Carabinieri Forestali e adottando un'ordinanza nei confronti dell'azienda che gestisce l'impianto di biometano, il TAR ha successivamente dato ragione all'azienda su alcuni aspetti, ma continuiamo a confrontarci con la Regione, che ha la competenza sul corso d'acqua e sul depuratore. Noi abbiamo fatto tutto ciò che potevamo fare».
Così, il sindaco Clemente Mastella, a margine dell'inaugurazione del parcheggio di Porta Rufina torna sull'emergenza che sta vivendo Benevento: da un lato il problema dell'inquinamento del fiume Calore dall'altro quello dei miasmi per cui è finito sotto osservazione l'impianto di biometano di contrada San Domenico.
“Capisco ed è comprensibile che i cittadini si lamentano ma non possiamo fare altro, oggi tornerò a parlarne con Fico”. E poi aggiunge “Inoltre sono ormai avviate anche le procedure per il nuovo depuratore cittadino. Benevento non disponeva di un depuratore moderno. È un'opera storica che migliorerà la qualità della vita e l'immagine della città».
E da Palazzo Mosti arriva anche la lettera con cui il Comune di Benevento ha chiesto un intervento urgente alla Regione Campania, alla Provincia di Benevento, all'ASL e all'ARPAC per affrontare la grave emergenza ambientale determinata dalla massiccia moria di pesci nel fiume Calore.
Con una nota ufficiale, il III Settore – Ambiente ed Energia, ha sollecitato ciascun ente competente ad attivarsi con la massima tempestività dopo il grave episodio di potenziale inquinamento che, a partire da domenica 26 luglio, ha interessato il tratto urbano del fiume, dove è stata segnalata la presenza di un esteso strato di schiuma bianca.
L'evento ha provocato la morte di una grande quantità di fauna ittica. A distanza di giorni, numerose carcasse sono ancora presenti lungo le sponde e sulla superficie del Calore, in particolare nell'area di Ponte Vanvitelli, dove il processo di decomposizione sta aggravando le condizioni ambientali e alimentando preoccupazioni anche sotto il profilo igienico-sanitario.
Nella richiesta trasmessa agli enti competenti, il Comune evidenzia che la permanenza dei pesci morti rappresenta non solo un danno gravissimo per l'ecosistema fluviale, ma anche un potenziale rischio per la salute pubblica, rendendo necessario un intervento immediato.
Alla Regione Campania e alla Provincia di Benevento è stato chiesto di coordinare la rimozione, il trasporto e il corretto smaltimento della fauna ittica morta, così da arrestare il progressivo degrado del corso d'acqua.
All'ASL di Benevento è stato richiesto un sopralluogo urgente per valutare le conseguenze igienico-sanitarie derivanti dalla decomposizione delle carcasse ed eventualmente adottare le misure necessarie a tutela della popolazione.
All'ARPAC, infine, il Comune ha chiesto di proseguire senza indugio le attività di campionamento e di analisi delle acque e dei tessuti della fauna ittica, con l'obiettivo di individuare gli agenti chimico-fisici responsabili della moria e contribuire all'accertamento delle cause dell'inquinamento.
L'Amministrazione comunale sottolinea la necessità di una risposta rapida e coordinata da parte di tutte le istituzioni coinvolte, affinché venga ripristinata la sicurezza ambientale del fiume Calore, siano tutelati la salute dei cittadini e l'ecosistema fluviale e vengano accertate le responsabilità di un episodio definito di eccezionale gravità.
