"Le strisce blu soffocano il commercio, vanno ridotte"

L'appello di Unimpresa: e sul project financing il Comune renda pubblici tutti i numeri”

le strisce blu soffocano il commercio vanno ridotte
Benevento.  

“Benevento ha bisogno di riportare persone nelle strade e clienti nei negozi, non di moltiplicare le strisce blu”. È netta la posizione di Ignazio Catauro, presidente di Unimpresa Irpinia Sannio, sulla nuova organizzazione della sosta a pagamento nel capoluogo sannita. Per l’associazione di categoria, il problema ha ormai superato i confini della mobilità urbana ed è diventato una vera questione di politica economica e commerciale. Benevento è una città che da anni perde popolazione, invecchia e assiste alla progressiva riduzione degli esercizi di vicinato. Nello stesso territorio, nel frattempo, si sono consolidate grandi polarità commerciali dotate di ampie superfici di sosta gratuita. “È questo il paradosso che Palazzo Mosti dovrebbe avere il coraggio di affrontare”, afferma Catauro. “Chi sceglie un grande centro commerciale arriva in automobile, parcheggia gratuitamente e comincia subito i propri acquisti. Chi invece vuole comprare un paio di scarpe, un libro, prendere un caffè o entrare in un negozio del centro di Benevento deve prima trovare uno stallo blu, pagare e controllare l’orologio. Stiamo chiedendo al piccolo commerciante di competere con la grande distribuzione partendo già in svantaggio”.
Per Unimpresa, dunque, la discussione non può limitarsi a tariffe, abbonamenti o piccoli correttivi. “Serve una revisione radicale del modello”, insiste il presidente Catauro. “Le strisce blu non sono un obbligo imposto dalla legge. Sono uno strumento che il Comune sceglie di utilizzare per regolare la sosta. E una città in declino demografico e commerciale dovrebbe chiedersi se oggi abbia davvero bisogno di scoraggiare l’accesso al centro oppure, al contrario, di renderlo più semplice e conveniente”.
La proposta dell’associazione è chiara, ed equivale a quella di fermare ogni ulteriore espansione della sosta a pagamento, aumentare in maniera significativa gli stalli gratuiti e introdurre, soprattutto nelle aree commerciali, formule di sosta libera a tempo capaci di garantire rotazione senza trasformare ogni commissione in un costo aggiuntivo per il consumatore.
 

“Un posto gratuito per trenta, sessanta o novanta minuti può valere per l’economia cittadina molto più di qualche euro incassato da un parcometro”, osserva Catauro. “Può significare un cliente che entra in un negozio, un acquisto, fatturato, occupazione e una serranda che resta aperta. È questa la contabilità che dovrebbe interessare un’amministrazione che dice di voler difendere il commercio”. Ma nel mirino di Unimpresa c’è soprattutto il project financing quindicennale con cui il Comune ha affidato la gestione complessiva del sistema dei parcheggi. Il valore massimo stimato della concessione supera i 30 milioni di euro, mentre gli investimenti previsti ammontano a meno di quattro milioni e riguardano in larga parte la riqualificazione di strutture come il parcheggio di Porta Rufina e il parcheggio di via del Pomerio.

 

“Nessuno nega che riqualificare quelle strutture rappresenti un vantaggio per la città”, precisa Catauro. “Ma quegli investimenti non sono un regalo. Il concessionario investe perché riceve in cambio quindici anni di sfruttamento economico del sistema della sosta. E allora il Comune deve spiegare perché, per riqualificare due parcheggi strutturati, sia stato necessario inserire nella stessa concessione anche le strisce blu distribuite sulle strade cittadine”. È proprio questo, secondo Unimpresa, il punto che merita la massima trasparenza. Le strutture coperte richiedono interventi onerosi, manutenzioni, impianti, ascensori, impermeabilizzazioni e sistemi di sicurezza. Le strisce blu, invece, utilizzano una infrastruttura già esistente, ossia la strada pubblica. E storicamente proprio la sosta su strada ha rappresentato una delle componenti più consistenti degli incassi del sistema parcheggi. E allora, “La domanda è inevitabile”, continua Catauro. “Porta Rufina e Pomerio sono economicamente sostenibili con i propri ricavi oppure hanno bisogno del flusso prodotto dalle strisce blu di tutta Benevento per rendere sostenibile il piano economico-finanziario? Se sono autosufficienti, il Comune spieghi perché le strisce blu sono state vincolate per quindici anni. Se non lo sono, allora bisogna dire chiaramente ai cittadini che la sosta sulle strade contribuisce a finanziare l’intera operazione”.

 

Per Unimpresa assume quindi particolare rilevanza il riferimento, contenuto negli stessi atti comunali, alle “vincolanti condizioni di equilibrio finanziario del PEF” nella sperimentazione della nuova distribuzione degli stalli. “È qui che nasce la domanda politica più seria”, sottolinea Catauro. “È il piano economico-finanziario che deve adattarsi alla città o è la città che deve essere ridisegnata per rispettare il piano economico-finanziario? Il numero delle strisce blu non può dipendere dall’esigenza di garantire determinati flussi di ricavo. Deve dipendere dal traffico, dalla vivibilità, dai residenti, dalle esigenze del commercio e dall’interesse generale”. Per questo Unimpresa Irpinia Sannio chiede quindi la pubblicazione integrale del PEF, della convenzione, della matrice dei rischi e della valutazione di convenienza del project financing, per conoscere quanto dei ricavi previsti derivi dalle strisce blu, quanto dai due parcheggi strutturati, quali siano i costi e i margini delle diverse componenti e quali vincoli economici siano stati assunti dal Comune per i prossimi quindici anni. “Un’amministrazione eletta per cinque anni, ed in carica solo per pochi mesi ancora, ha impegnato la gestione della sosta per quindici”, conclude Catauro. “È una scelta possibile, ma proprio per questo deve essere spiegata fino all’ultimo euro. Benevento non può permettersi politiche che rendano più semplice andare nei grandi poli commerciali e più costoso frequentare i negozi della città. In una realtà che perde abitanti e attività, il parcheggio gratuito non è un privilegio concesso agli automobilisti, al contrario, può essere uno strumento di politica economica per difendere il commercio urbano”. E la posizione finale di Unimpresa è senza mediazioni: “Basta considerare le strade come un bancomat. Le strisce blu vanno drasticamente ridotte e nelle principali aree commerciali bisogna iniziare seriamente a discuterne l’eliminazione. Prima che, insieme ai parcheggi gratuiti, scompaiano definitivamente anche i negozi di Benevento”.