Aree interne, Errico: Più servizi, lavoro e opportunità per fermare fuga giovani

"Dobbiamo rafforzare il collegamento tra formazione, ricerca e mondo del lavoro"

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Benevento.  

Contrastare lo spopolamento, rafforzare i servizi essenziali e creare nuove opportunità occupazionali. È su questi obiettivi che deve svilupparsi una strategia concreta per il rilancio delle aree interne, a partire dal Sannio. Una sfida che richiede una programmazione di lungo periodo, investimenti mirati e una collaborazione stabile tra Regione, Comuni, università e sistema produttivo.

E' il messaggio lanciato da Fernando Errico, consigliere regionale di Forza Italia, presente al Summit delle Aree interne organizzato dall’Università degli Studi del Sannio.

«Lo spopolamento non è soltanto una questione demografica, ma un problema che riguarda il futuro economico e sociale delle nostre comunità. Ogni giovane che lascia il territorio per studiare, lavorare o costruire altrove il proprio progetto di vita rappresenta una perdita di competenze, energie e potenzialità. Per invertire questa tendenza dobbiamo intervenire sulle cause che alimentano la fuga, garantendo servizi adeguati, collegamenti efficienti e concrete prospettive di lavoro. Restare deve essere una scelta possibile, non una rinuncia alle proprie aspirazioni».

Per Errico, il rilancio delle aree interne passa innanzitutto dalla qualità della vita e dalla capacità delle istituzioni di assicurare ai cittadini pari opportunità, indipendentemente dal Comune in cui risiedono. Trasporti, sanità, istruzione, infrastrutture e accesso ai servizi rappresentano elementi essenziali per contrastare le disuguaglianze territoriali e rendere i piccoli centri luoghi in cui vivere, lavorare e investire. Una programmazione efficace deve quindi partire dai bisogni delle comunità, superare la frammentazione degli interventi e garantire continuità alle politiche di sviluppo.

«Le aree interne non possono essere considerate territori marginali. Il Sannio dispone di risorse umane, competenze, tradizioni, produzioni di qualità e un patrimonio culturale e ambientale che costituiscono una base importante per la crescita. Dobbiamo trasformare queste potenzialità in sviluppo, sostenendo le imprese esistenti, favorendo la nascita di nuove attività e creando condizioni favorevoli all’occupazione, soprattutto giovanile. È necessario mettere i Comuni nelle condizioni di programmare e realizzare interventi efficaci, accompagnandoli con risorse adeguate e strumenti amministrativi capaci di rispondere alle esigenze locali».

Un contributo strategico può arrivare dal sistema universitario, chiamato a consolidare il rapporto con le imprese e con le vocazioni economiche del territorio. La formazione, la ricerca e il trasferimento delle competenze possono favorire l’innovazione del tessuto produttivo, sostenere la nascita di nuove iniziative imprenditoriali e offrire ai giovani percorsi professionali qualificati senza costringerli a cercare altrove le opportunità che mancano nei territori d’origine.

«L’Università del Sannio rappresenta un interlocutore fondamentale per costruire un modello di sviluppo fondato sulla conoscenza e sulla valorizzazione delle competenze. Dobbiamo rafforzare il collegamento tra formazione, ricerca e mondo del lavoro, affinché le professionalità che si formano sul territorio possano diventare una risorsa per le imprese e per l’intero sistema economico locale. Investire sui giovani significa investire sulla capacità delle nostre comunità di affrontare le trasformazioni e guardare al futuro». Il consigliere regionale richiama, infine, la necessità di tradurre il confronto istituzionale in un percorso operativo, con priorità definite, responsabilità chiare e risultati verificabili. «La Regione deve svolgere una funzione di coordinamento e accompagnamento, favorendo il dialogo con gli enti locali, le università e le forze produttive. Servono interventi integrati, capaci di incidere concretamente sulla vita delle persone e di rafforzarsi nel tempo. Il contrasto allo spopolamento non può esaurirsi in misure isolate, ma deve diventare una priorità strutturale delle politiche di sviluppo. L’obiettivo è restituire fiducia alle comunità, sostenere chi vuole fare impresa e garantire alle nuove generazioni la possibilità di costruire il proprio futuro nel Sannio e nelle aree interne della Campania».