Il fatto non sussiste. E' la formula con la quale il giudice Fallarino ha assolto quattro persone di Paduli accusate di falso ideologico. Si tratta di Mario Barbato 56 anni, Francesco Capozzi, 49 anni, Nicola Barbato, 48 anni, Michele Bozzella, 44 anni, difesi dagli avvocati Vincenzo Regardi e Domenico Vessichelli. Erano stati chiamati in causa da un’indagine partita dopo la pronuncia con la quale il Tar, nel marzo 2012, aveva respinto il ricorso contro gli esiti delle elezioni comunali a Paduli, che nel maggio 2011 avevano decretato la vittoria di misura di Michele Feleppa. Tutto ruotava attorno alle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà con le quali gli imputati, rappresentanti di lista, avevano contestato alcune attribuzioni di voto. Dichiarazioni presentate a supporto del ricorso, ma il cui contenuto – avevano scritto i giudici nel motivare il no – non aveva “trovato conferma nella verificazione”. Per questo era stata disposta la trasmissione degli atti alla Procura di Benevento. Il passo successivo era stato un esposto-denuncia del dottore Feleppa, assistito dall’avvocato Antonio Di Santo.
La Procura aveva chiesto l’archiviazione per “l’impossibilità di sostenere l’esistenza del dolo”, ma parte offesa si era opposta. Di qui una camera di consiglio conclusa, nell'aprile 2015, con la decisione del gip Loredana Camerlengo di ordinare l'imputazione coatta. Oggi la conclusione del processo e le assoluzioni. Il fatto non sussiste.
Esp
