"Ero in pullman, ecco come quell'uomo mi ha molestata..."

Palpeggia il seno di una ragazza, processo ad un 29enne

Benevento.  

Ha ripercorso quei momenti con comprensibile emozione. Ma anche con la determinazione di chi è convinto che non si possa, non si debba farla franca per un simile comportamento violento. “Eravamo appena entrati nella galleria, ho sentito prima la sua mano appoggiarsi sul mio seno, poi stringerlo con forza”, ha detto, mimando lo squallido gesto. Lei, una giovane professionista, è arrivata dalla provincia di Foggia per testimoniare in Tribunale ciò che le è capitato. Non si è costituita parte civile, ha ripetuto le fasi della brutta avventura di cui è rimasta vittima.

Ha ricordato che l'imputato – un 29enne originario del Bangladesh, difeso d'ufficio dall'avvocato Fabio Russo – si era meravigliato quando lei si era alzata ed aveva gridato. “Tutta questa scena per così poco...”, le aveva detto. Ritenendo evidentemente non così grave ciò che aveva combinato. Quella mano infilata tra il finestrino ed il sedile e poi allungata morbosamente sulla ragazza. Entrambi stavano viaggiando, seduti l'uno dietro l'altra e senza nessuno al fianco, a bordo di un pullman che da Foggia era diretto a Napoli.

Era il 15 aprile del 2015: quando il mezzo aveva guadagnato l'accesso al tunnel in territorio di Grottaminarda, il 29enne ne aveva approfittato, convinto che l'oscurità gli avrebbe facilitato il compito, per soddisfare le sue voglie. Quel giorno tra i passeggeri c'erano anche quattro finanzieri: intervenuti immediatamente dopo le urla della malcapitata, gli avevano impedito di scendere ad Avellino e squagliarsela. Una volta nel capoluogo partenopeo, la giovane aveva presentato una denuncia, innescando l'apertura di un'indagine che nello scorso aprile è sfociata nel rinvio a giudizio del 29enne. Il 20 gennaio la prosecuzione del processo nel quale l'accusa è rappresentata dal pm Iolanda Gaudino.

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