Il tempo di acquisire, con il consenso delle parti, i verbali con le dichiarazioni di otto collaboratori di giustizia, poi il rinvio al 21 febbraio del processo, nato da un'indagine dei carabinieri e della Dda, a carico di Corrado Sparandeo, 30 anni, Giuseppina Piscopo, 32 anni, Silvio Sparandeo, 26 anni, e Italo Di Pietro, 33 anni, tutti di Benevento, difesi dagli avvocati Antonio Leone e Maria Cristina Caracciolo. L'accusa: estorsione, aggravata dal metodo camorristico, ai danni del titolare di un pub-pizzeria a Ceppaloni. Che nella precedente udienza, come si ricorderà, aveva escluso di aver subito minacce o pressioni, sostenendo che i soldi sborsati – 800 euro - altro non erano che un gesto di liberalità nei confronti di persone che conosceva da tempo. Tutt'altra, invece, la ricostruzione degli inquirenti, che ritengono quel denaro una tangente che sarebbe stato costretto a pagare.
'Tabula rasa 2' il nome in codice dato all'operazione che era finita all'attenzione dell'opinione pubblica il 26 gennaio dello scorso anno, con l'esecuzione di quatro ordinanze di custodia cautelare. Gli allora indagati erano poi tornati in libertà in momenti diversi. Il blitz era stato l'epilogo di un'attività investigativa supportata da intercettazioni ambientali e telefoniche. Le prime nel carcere di Secondigliano, dove era detenuto Corrado Sparandeo. Che, secondo la Dda, “attraverso i colloqui con i familiari, avrebbe continuato a gestire il clan e a dirigere le attività illecite”. Come nel caso dell'episodio al centro delle indagini. Quando il giovane avrebbe parlato del ritiro di una somma dal proprietario dell'attività di ristorazione. Appuntamento fissato attraverso Di Pietro in un bar del rione Libertà, dove Piscopo, accompagnata da Silvio Sparandeo, aveva incontrato il commerciante, per la consegna dei soldi.
Interrogati dal gip, gli allora indagati, poi tornati in libertà in momenti diversi, avevano sostenuto che il denaro era solo un regalo che il titolare della pizzeria – che aveva sostanzialmente offerto la stessa versione nel corso dell'inchiesta - avrebbe spontaneamente fatto a Corrado Sparandeo, che conosceva da anni.
Esp
