Quel giorno aveva deciso di dire basta. Vinta dal rimorso per ciò che aveva combinato. “Non riuscivo più a dormire...”, aveva detto. Spiegando così la scelta di autodenunciarsi. Raccontando di aver percepito a lungo la pensione del padre, morto da tempo. Una crisi di coscienza, poi il gesto di liberazione da un tormento diventato incontenibile. L'aveva confessato al suo difensore, l'avvocato Antonio Biscardi, che questa mattina l'ha assistita dinanzi al gip Flavio Cusani. Era imputata di truffa ai danni dell'Inps, ha patteggiato.
Un anno e 4 mesi: è la pena, sospesa, stabilita per una ultrasessantenne di Sant'Agata dei Goti, protagonista di una vicenda che merita di essere restituita all'attenzione dell'opinione pubblica non perchè rapppresenti un unicum – i casi, purtroppo, sono tanti -, ma per le modalità attraverso le quali è emersa. I termini li aveva illustrati lei stessa quando si era rivolta ai carabinieri. Abitava con il genitore, lo aveva accudito fino all'ultimo giorno della sua esistenza. Lui se n'era andato per sempre nel novembre del 2004, lei si era trovata sola all'improvviso. Senza un'occupazione, senza un reddito.
Fin lì aveva potuto utilizzare i risparmi del papà e l'importo pensionistico che ogni mese veniva accreditato su un conto corrente bancario a Roma. Aveva venduto alcuni beni di famiglia per tirare avanti, poi si era resa conto che non avrebbe potuto comunque farcela. Per questo non aveva comunicato all'Inps il decesso dell'anziano. La cui pensione, dunque, era stata regolarmente versata. Lei ne aveva beneficiato grazie ad una delega di cui era in possesso. E non per qualche mese, ma per circa nove anni. Fino all'agosto del 2013. Quando, evidentemente, non era più riuscita a sopportare l'idea di aver appprofittato in quel modo. “Non posso continuare così...”, si era ripetuta migliaia di volte. Assalita dal pensiero, via via diventato ossessivo, della condotta illecita di cui si era resa respponsabile.
Ecco perchè ad un certo punto aveva abbandonato ogni remora e si era pentita. Si era autoaccusata, andando incontro alle inevitabili conseguenze. Un controllo aveva permesso di accertare la fondatezza di quanto riferito: per nove anni aveva incassato oltre 50mila euro, la pensione del familiare che non c'era più.
Esp
